Bérénice Bejo: l’Italia mi ha cercato e questo mi rende felice

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Roma, 2 nov. (askanews) – Il pubblico di tutto il mondo si è innamorato di lei quando l’ha vista ballare accanto a Jean Dujardin in “The Artist”, il film diretto da suo marito, Michel Hazanavicius, che dieci anni fa vinse ben cinque Oscar. Da quel momento l’attrice argentina naturalizzata francese Bérenice Bejo ha lavorato moltissimo tra la Francia e l’Italia, Paese con cui ha un legame particolare.

Ospite a Firenze del festival di cinema France Odeon, dove ha presentato il film “L’homme de la cave” di Philippe Le Guay, ha spiegato: “Ho capito, insieme a Michel, che gli italiani hanno una vera passione per The Artist, e grazie a quel film Marco Bellocchio mi ha chiamato quando cercava un’attrice francese, e mi ha fatto entrare dalla porta principale del vostro cinema”.

Bejo è stata infatti protagonista di “Fai bei sogni”, ora è al cinema con l’ultimo film di Sergio Castellitto, “Il materiale emotivo”, e presto la vedremo nel film di Francesca Archibugi “Il Colibrì”, tratto dal romanzo di Sandro Veronesi.

“Non sono stata io a cercare gli italiani ma devo confessare che gli italiani hanno cercato me, e devo dire che è una cosa estremamente gradevole” continua Bejo, “E’ vero che io ho comunque un rapporto molto forte con l’Italia, i miei mi portavano sempre in vacanza qui, il sabato sera guardavo i film italiani, quindi non mi fa paura l’Italia né la lingua”

“Quando Francesca Archibugi mi ha proposto Il Colibrì ho detto: sì, sì, sì, poi ho letto la sceneggiatura e ho detto: oh, no! Ci sono tante cose da imparare, ho lavorato molto, ma vorrei lavorare sempre con gli italiani”.

“Non posso ancora rispondere in italiano perché si mescola tutto, lo spagnolo, il francese, tutto è complicato, ma petit à petit”, aggiunge, in italiano.

L’ultimo film di Bejo, “L’homme de la cave”, che arriverà in Italia il prossimo anno distribuito da Bim, tocca un tema importante come il negazionismo. Lei interpreta una donna che abita a Parigi con il marito e decide di vendere una cantina ad un uomo dal passato torbido, che ci va a vivere in segreto.

“Prima per trovare dei documenti negazionisti dovevi veramente cercarli, nelle librerie, non era facile. Oggi su Internet scrivi ‘negazionismo’ e trovi di tutto. E’ importantissimo fare film come questo per ricordare che dobbiamo stare attenti, che non bisogna dimenticare e continuare a raccontare quello che è successo”.

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