B.Mediolanum, Nagel ha proposto fusione ma preferiamo andare da soli - AD

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Il logo Banca Mediolanum a Firenze

MILANO (Reuters) -Il Ceo di Mediobanca Alberto Nagel ha proposto circa un anno fa a Banca Mediolanum una fusione tra i due istituti, ma l'offerta è stata declinata perché la banca della famiglia Doris ha preferito andare avanti da sola.

Lo ha detto l'AD di Banca Mediolanum Massimo Doris nel corso della presentazione dei conti del terzo trimestre.

"Nagel mi aveva proposto una fusione, io l'ho ringraziato ma gli ho spiegato che pur essendo soddisfattissimi di come Mediobanca è gestita, preferivamo stare da soli", ha detto Doris.

Una fonte vicina alla situazione spiega che "non si è mai andati oltre un sondaggio esplorativo".

Nagel è alla ricerca di occasioni di acquisto nel wealth management in Italia ma ha più volte dichiarato che non ci sono asset in vendita al momento.

Lo scorso anno fonti hanno rivelato che Mediobanca ha valutato la possibilità di uno scambio della quota detenuta in Generali con Banca Generali ma ha poi messo in stand-by il progetto a causa della volatilità dei mercati.

Banca Mediolanum è tra i principali soci di Mediobanca con circa il 3,3% e ha recentemente riclassificato la quota da strategica a 'held to collect and sell'. Tuttavia continua ad aderire all'accordo di consultazione con altri soci che raccoglie circa un 10% dell'istituto e che di recente ha espresso supporto alla strategia di Nagel.

Il banchiere, al timone di Mediobanca dal 2007, è sotto pressione a causa del disaccordo con gli imprenditori Leonardo Del Vecchio e Francesco Gaetano Caltagirone sulla conferma di Philippe Donnet alla guida di Generali, di cui Piazzetta Cuccia è prima azionista.

Banca Mediolanum non ha intenzione di aumentare la sua quota in Mediobanca né punta ad acquistare azioni Generali.

Parlando dei conti, Doris ha detto che la raccolta totale nel 2021 è vista a 8,5 miliardi, quella gestita a 6 miliardi. Al 10 novembre le commissioni di performance sul 2021 sono a circa 330 milioni.

Banca Mediolanum non ha intenzione di entrare in altri paesi ma vuole svilupparsi in Italia e Spagna, ha concluso.

(Maria Pia Quaglia, Gianluca Semeraro, in redazione a Milano Sabina Suzzi)

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