Baby gang rapinava coetanei con coltelli, 4 arresti a Monza

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Armati di coltello, circondavano e rapinavano giovani vittime, minacciandoli e colpendoli con calci e pugni per farsi consegnare denaro e telefoni cellulari. Quattro minorenni, membri di una baby gang che colpiva nelle zone di Vimercate, Arcore e Concorezzo, sono stati arrestati dai carabinieri del comando provinciale di Monza e Brianza. I quattro giovani sono ritenuti autori di dodici rapine aggravate, una tentata rapina aggravata, un furto aggravato e porto abusivo di armi. L’indagine è stata coordinata dalla Procura del Tribunale per i minorenni di Milano. La baby gang prendeva di mira le proprie vittime, anch’esse minorenni con età compresa tra i 13 e i 16 anni, che una volta raggiunte dalla banda venivano accerchiate, minacciate con i coltelli e costrette a consegnare denaro e cellulari, sferrando calci e pugni ai malcapitati. Gli arrestati, spiegano gli inquirenti, sono tutti nullafacenti, hanno alle spalle contesti familiari problematici, con genitori separati, a volte con precedenti penali. Inoltre hanno percorsi scolastici discontinui, segnati da abbandono degli studi. Molto attivi nei social, i giovani sui loro profili amavano ritrarsi in atteggiamenti aggressivi, impugnando pistole e indossando passamontagna.

Armati di coltello, circondavano e rapinavano giovani vittime, minacciandoli e colpendoli con calci e pugni per farsi consegnare denaro e telefoni cellulari. Quattro minorenni, membri di una baby gang che colpiva nelle zone di Vimercate, Arcore e Concorezzo, sono stati arrestati dai carabinieri del comando provinciale di Monza e Brianza. I quattro giovani sono ritenuti autori di dodici rapine aggravate, una tentata rapina aggravata, un furto aggravato e porto abusivo di armi. L’indagine è stata coordinata dalla Procura del Tribunale per i minorenni di Milano. 

La baby gang prendeva di mira le proprie vittime, anch’esse minorenni con età compresa tra i 13 e i 16 anni, che una volta raggiunte dalla banda venivano accerchiate, minacciate con i coltelli e costrette a consegnare denaro e cellulari, sferrando calci e pugni ai malcapitati. Gli arrestati, spiegano gli inquirenti, sono tutti nullafacenti, hanno alle spalle contesti familiari problematici, con genitori separati, a volte con precedenti penali. Inoltre hanno percorsi scolastici discontinui, segnati da abbandono degli studi. 

Molto attivi nei social, i giovani sui loro profili amavano ritrarsi in atteggiamenti aggressivi, impugnando pistole e indossando passamontagna.