Baghdad, concluso assedio ambasciata Usa

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L'assedio di miliziani sciiti filoiraniani all'ambasciata americana a Baghdad sembra essersi concluso, evitando così una potenziale escalation fra Washington e Teheran. I militanti del gruppo Kataib Hezbollah si sono ritirati dopo aver smantellato le tende davanti all'ambasciata, dove avevano trascorso la scorsa notte dopo aver assaltato la sede diplomatica. 

Il portavoce di Kataib Hezbollah, Mohammed Mohyee, ha spiegato che il ritiro è stato deciso dopo aver ricevuto garanzie dal primo ministro iracheno ad interim, Adil Abdul-Mahdi, che verrà presentata una legge in parlamento per chiedere il ritiro delle truppe americane. Secondo Moyehee, il primo ministro, sostenuto dalla milizia sciita, aveva minacciato di dimettersi se l'assedio all'ambasciata non fosse cessato. L'ufficio del premier non ha risposto alle richieste del Washington Post che chiedeva conferma.  

Migliaia di militanti della potente milizia sciita Hashd Shaabi, di cui fanno parte i Kataib Hezbollah, erano penetrati nella Zona verde fortificata delle ambasciate per protestare contro il raid americano di domenica. Il raid, nel quale sono morti 25 militanti, era diretto contro il gruppo Kataib Hezbollah, responsabile di un attacco la settimana scorsa in cui è stato ucciso un contractor americano.  

POMPEO - Intanto il segretario di Stato statunitense, Mike Pompeo, ha rinviato il suo viaggio in Ucraina e in altri quattro Paesi a seguito dell'attacco all'ambasciata americana: il viaggio prevedeva tappe in Ucraina a Kiev, in Bielorussia, Kazakistan, Uzbekistan e a Cipro. Il Dipartimento di Stato ha annunciato che rimarrà a Washington "per continuare a monitorare la situazione in corso in Iraq e garantire la sicurezza degli americani in Medio Oriente". Il viaggio sarà riprogrammato successivamente.