Baglioni: “Da 33 anni sognavo di suonare a Caracalla”

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Roma, 3 giu. (askanews) - "Da 33 anni pensavo di suonare alle terme di Caracalla, ma mai avrei pensato di aprire questa stagione". A parlare è un orgoglioso ed emozionato Claudio Baglioni che, con i giornalisti, ha raccontato la genesi del suo nuovo tour che parte stasera dal famoso sito archeologico. Dodici date a Roma sino al 19 giugno, per poi trasferirsi al Teatro Greco di Siracusa (15-16 luglio) e concludersi all'Arena di Verona (26-27 luglio).

'Dodici note. Tutti su' vede la partecipazione sul palco di 123 artisti, tra musicisti, coristi e performer classici e moderni con la direzione artistica di Giuliano Paparini. In scena anche l'Orchestra Italiana del Cinema diretta dal maestro Danilo Minotti e il coro Giuseppe Verdi con il direttore artistico Marco Tartaglia e il maestro del coro Anna Elena Masini. "E' una grandissima responsabilità aprire questa stagione - ha spiegato il cantautore -. Porteremo in scena un concerto che è anche spettacolo che vede insieme varie discipline, è un evento che ha come protagonista prioritaria la musica, la sua potenza e la sua forza di essere quasi metafisica e misteriosa". "Da 33 anni pensavo 'prima o poi, vorrei cantare a Caracalla'. Ne ho fatte di tutti i colori e, in questa città dove vivo e dove sono nato, ho cantato dalla piazza di Centocelle a piazza San Pietro. Ho suonato in tutti e tre gli stadi, nei due auditorium, dai teatri più piccoli fino al teatro dell'Opera, nell'aula Paolo VI, sui tram, su un camion che si muoveva attraverso le periferie, negli ospedali, nelle carceri - ha ricordato Baglioni - 33 anni fa, però, mi capitò di ascoltare Vangelis, con il quale avevo realizzato 'E tu' e con il quale mi ero incontrato altre volte a Parigi e a Londra, in un concerto nella cavea delle terme di Caracalla e dissi 'prima o poi mi dovrà capitare', ma non pensavo addirittura di arrivarci per tenere un numero di concerti così vasto".

Baglioni ha poi spiegato di aver modificato la sua idea di spettacolo che, a causa della pandemia, è stato rimandato più volte: "All'inizio era un concerto pensato per essere solo musicale poi, anche l'appetito artistico viene mangiando, e si è arricchito di altre discipline, di altri linguaggi per arrivare a una sorta di teatro totale, universale".

Un evento, quello che inizia stasera, che avrà delle scalette simili in tutte le serate, con le mura antiche che saranno esse stesse protagoniste: fasci di luce e immagini suggestive saranno proiettati nel corso di tutto lo spettacolo, 'quadri' tutti diversi che faranno da cornice ai 30 brani che si alterneranno in scaletta. Si inizia con 'Io sono qui'. Oltre tre le ore di musica. "Abbiamo aspettato due anni, siamo invecchiati due anni di più, ma almeno siamo certi di andare in un posto che è molto più vecchio di noi", ha concluso Baglioni.

Di Paola Sciarrillo

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