Ballerino italiano bloccato in Cina, l'appello del padre

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di Maria Cristina Vicario"L'Italia mi aiuti a riportare mio figlio a casa". A parlare così con l'Adnkronos è Roberto De Fazio, padre di Gabriele, un ballerino professionista rimasto bloccato a Kunming, in Cina, a causa dell'emergenza coronavirus. Il ragazzo, 22 anni, vive praticamente recluso nel suo appartamento, non viene più pagato dal datore di lavoro e deve affrontare la scarsità di viveri nei negozi e banche che aprono solo a singhiozzo. 

Danzatore con anni di esperienza all'estero, malgrado la giovane età, Gabriele ha avuto la sfortuna di rientrare in Cina nei giorni in cui uscivano le prime notizie sul virus, quando non era ancora chiara la portata dell'emergenza.  

"E' un anno e mezzo che Gabriele lavora con questa compagnia a Kunming. Si trovava in Italia, ma il suo datore di lavoro gli ha detto di rientrare in Cina perché stavano per organizzare una tournée in America e Russia. E' partito il 23 gennaio con una compagnia aerea cinese, ma nessuno gli ha sconsigliato allora il viaggio" spiega De Fazio, che vive a Roma. L'aereo doveva fare scalo a Wuhan, ma in volo gli è stato comunicato che a causa dell'epidemia avrebbero proseguito diretti per Canton, racconta il padre. 

Arrivati a Canton "è stato un caos. Sono saliti a bordo uomini in tute bianche che hanno portato via una passeggera che stava male. Solo dopo un'ora hanno dato il via libera per scendere, dopo che era stato superato l'allarme" dice ancora De Fazio. Suo figlio è poi riuscito a prendere un aereo per Kunming. Ma quando è arrivato, della compagnia di balletto erano rimaste solo altre due persone, oltre a Gabriele e la sua compagna serba Teodora Durca. Il datore di lavoro cinese è irrintracciabile e non li ha più pagati. 

Gabriele e Teodora avevano preso un nuovo appartamento a dicembre, per il quale avevano pagato sei mesi di affitto anticipato. Ora ci vivono praticamente reclusi. "I viveri scarseggiano, sono aperti solo supermercati con scaffali semivuoti e niente merce fresca. Le banche sono chiuse e le aprono a singhiozzo. Il suo bancomat ancora funziona, ma i soldi finiranno" sottolinea il padre, spiegando che in questo momento è difficile mandare soldi in Cina. E non è facile nemmeno comunicare, cosa che avviene solo attraverso il social cinese 'We Chat'.  

Il blocco dei voli fra Italia e Cina rende estremamente difficile il ritorno del ragazzo, così come degli altri italiani che si trovano in zone diverse da Wuhan, sottolinea De Fazio. Bisognerebbe infatti fare scalo in un altro Paese, con il rischio di essere bloccati e costretti ad una quarantena, magari in un ospedale con poche garanzie igieniche, o di essere rimandati in Cina, rimarca il padre, che cita il caso di tre ricercatori italiani posti in quarantena a Taipei mentre cercavano di fare rientro in patria via Taiwan. Inoltre è ora molto difficile lasciare Kunming per viaggiare verso una città cinese con un aeroporto internazionale. 

Ballerino classico, Gabriele De Fazio ha danzato al Cairo con l'Opera House (la compagnia nazionale egiziana), con il Washington ballett, il balletto nazionale di Costanza (Romania) e a Perm, in Russia. Come professionista dovrebbe seguire una dieta speciale e allenarsi tutti i giorni, cosa che al momento è impossibile nel minuscolo appartamento dove è di fatto recluso. 

Al momento le autorità italiane non sembrano aver offerto alcun aiuto per tornare. Il padre ha telefonato due volte all'Unità di crisi della Farnesina, ma gli è stato risposto che sarebbero andati a riprendere Gabriele se fosse stato in Cina con un incarico del governo italiano e non un contratto privato con cinesi. L'ambasciata a Pechino gli ha detto di mettersi in contatto con il consolato. "Comunicando che Kunming ricade sotto la competenza del consolato d'Italia a Chongqing al quale la invitiamo a rivolgersi, La informiamo che al momento non è previsto nessun piano di trasferimento per persone non interessate da misure di restrizione all'interno della provincia dello Hubei" gli è stato risposto il 5 febbraio dall'ambasciata.