"I bambini non sono persone doppie", dialogo del Papa coi piccoli

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Città del Vaticano, 31 gen. (askanews) - "Balla ed esprimi l'allegria che c'è nel tuo cuore. Balla adesso che sei un bambino, così non sarai troppo serio quando diventerai grande". Papa Francesco parla ai bambini. E lo fa con un libro dedicato proprio a loro, "I bambini sono speranza", nel quale illustrazioni dai colori vivaci accompagnano frasi brevi e semplici, come piccoli semi affidati a un terreno fertile.

Il volume, pubblicato da Salini editore, si compone di alcune brevi e semplici frasi del Papa rivolte ai bambini, raccolte da padre Antonio Spadaro, direttore de La Civiltà Cattolica. Sono accompagnate da vivaci e colorate immagini di Sheree Boyd, illustratrice newyorkese nata in Italia, con un passato di disegnatrice tessile per il mercato dei bambini, e collaboratrice di testate quali il New York Times e American Baby Magazine.

In questo libro, spiega l'editore, Francesco parla ai bambini sintonizzandosi proprio con il loro sguardo schietto, in modo semplice e diretto, e li invita a essere generosi, a non aver paura di piangere, a fare del bene nella vita, ma anche a sorridere, a fare sempre squadra, a gioire e sprigionare allegria. E, perché no, anche a ballare. In una udienza Francesco aveva detto: "I bambini non sono diplomatici: dicono quello che sentono, dicono quello che vedono, direttamente. E tante volte mettono in difficoltà i genitori, dicendo davanti alle altre persone: 'Questo non mi piace perché è brutto'. Ma i bambini dicono quello che vedono, non sono persone doppie, non hanno ancora imparato quella scienza della doppiezza che noi adulti purtroppo abbiamo imparato".

Un libro, ha commentato l'Osservatore Romano, "che dice molto dell'attenzione speciale del Papa per i più piccoli. Ma che non può non riguardare anche il mondo degli adulti. Specie se dai disegni si passa a guardare le immagini che le cronache riportano ogni giorno e che parlano dei tanti bambini ai quali viene sottratta l'infanzia: minori vittime di guerre, costretti a imbracciare le armi, a fuggire da violenze e abusi; vittime di ingiustizie e carestie, ridotti a frugare tra i rifiuti, a elemosinare in strada, a cercare precari rifugi dal freddo. Bambini spesso soli, per i quali il futuro è arrivare a domani. L'ultimo allarme arriva in questi giorni dal Sahel. Secondo l'Unicef circa 5 milioni di bambini in Burkina Faso, Mali e Niger avranno bisogno di assistenza umanitaria nel 2020, in crescita rispetto ai precedenti 4,3 milioni. Una previsione, questa, legata a un aumento delle violenze. Dall'inizio del 2019 oltre 670.000 bambini nella regione hanno dovuto lasciare le loro case per conflitti e insicurezza. Sarebbe bello - scrive il giornale vaticano - non dover più scrivere queste notizie. In ogni caso non dovremmo mai dimenticare che i bambini sono una speranza anche quando la loro infanzia è negata".