Banca d'Inghilterra, ancora su i tassi d'interesse

La Bank of England (BoE) ha annunciato un ulteriore rialzo dei tassi d'interesse nel Regno Unito, il settimo di fila, portandoli dall'1,75% deciso il 4 agosto al 2,25%: rialzi che viaggiano sulla scia di quello della Fed americana, tuttavia la cosa rappresenta un record in Gran Bretagna. La decisione trae origine dall'allarme di un'inflazione a due cifre che Londra deve padroneggiare a tutti i costi e sullo sfondo della più generale tendenza globale legata al post Covid e alla guerra in Ucraina, con le previsioni di un 2023 di recessione. In precedenza la Bank of England aveva previsto una crescita positiva nel terzo trimestre, da luglio a settembre, e invece l'aggiornamento odierno, col calo del Pil dello 0,1%, segue quello della stessa percentuale (-0,1%) registrato nel secondo trimestre. Il Regno con due trimestri consecutivi negativi entra quindi prima in recessione e non a fine anno come la banca centrale aveva stimato in precedenza.

Le speranze di Truss

Il rilancio dell'economia proclamato dalla nuova premier Liz Truss non risulta comunque in linea con la strategia adottata fin qui dal governatore Bailey, basata sulla priorità al contenimento dell'inflazione. La neo premier tory ha condiviso le sue preoccupazioni economiche anche col presidente statunitense Biden nell'ottica delle relazioni privilegiate fra Washington e Londra.

Giù il Franco svizzero

La recessione generalizzata non risparmia nessuno e si registra nelle ultime ore anche un brusco scivolone del Franco svizzero contro l'Euro con l'addio ai tassi negativi anche in Svizzera, dopo otto anni: la divisa della Confederazione perde circa il 2% contro la moneta unica europea a quota 1,033 contro l'1,055 della chiusura di mercoledi'. Il dollaro intanto tocca un nuovo massimo storico sull'Euro che si cambia a circa 0,98 dollari.