Banca Ifis: ecosistema bicicletta vale 9 mld ricavi, cicloturismo può valerne 20 (2)

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(Adnkronos) – Il grande problema che affligge il mercato, al momento, è la componentistica, dai cambi ai telai, che scarseggia. Alluminio, acciaio, ferro e carbonio sono le materie prime maggiormente importate dai produttori e nel 2020 hanno risentito di rincari e reperibilità. L’aumento dei prezzi è da attribuirsi principalmente alla crisi sanitaria, che ha reso più difficili i trasporti e ridotto le attività estrattive. Nel 2020, ad esempio, sono stati circa 300 giorni i tempi di attesa delle forniture di componentistica per la filiera europea.

Oggi le forniture estere mostrano una grande concentrazione nei mercati asiatici, con circa il 36% dell’import di provenienza dalla Cina. Secondo la Confederation of the European Bicycle Industry (Conebi), però, la filiera europea, che oggi produce componentistica per 2 mld (di cui il 25% in Italia), vuole riorganizzarsi con l’obiettivo di incrementare la propria autonomia e arrivare nel 2025 a un valore prodotto di 6 mld.

Dalle straordinarie potenzialità è anche il turismo a due ruote: i cicloturisti al momento spendono 4,6 miliardi di euro l’anno in Italia ma secondo Banca Ifis investire in servizi lungo le ciclovie nazionali potrebbe quadruplicarne i ricavi. Si potrebbero ottenere 20 miliardi di euro in Italia se si applicassero le best practice del Trentino Alto Adige, che ottiene 338.000 euro di ricavi per chilometro.

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