Bancari di nuovo ko, ma Mediobanca invita all’acquisto

La seduta odierna non ha riservato nulla di buono per il settore bancario a Piazza Affari che dopo l’exploit della vigilia è stato colpito da pesanti prese di profitto. Ad avere la peggio sono stati Banco Popolare (Francoforte: A0MWJR - notizie) e Intesa Sanpaolo (Dusseldorf: 575913.DU - notizie) che hanno chiuso gli scambi in rosso del 5,26% e del 5,22%, seguiti da Banca Popolare dell'Emilia Romagna che ha lasciato sul parterre il 5,06%. Pesante anche il bilancio di Unicredit (MDD: UCG.MDD - notizie) e Banca Popolare di Milano (Milano: PMI.MI - notizie) che sono scesi del 4,88% e del 4,87%, mentre Monte Paschi e Mediobanca (Xetra: 851715 - notizie) hanno ceduto rispettivamente il 4,42% e il 4,01%. Si è difesa difende meglio Ubi Banca (MDD: UBI.MDD - notizie) che ha limitato i danni a poco più di due punti percentuali. I titoli del comparto bancario hanno perso terreno quest’oggi colpiti da una parte dalle prese di profitto dopo il poderoso balzo in avanti della vigilia, e dall’altra dai timori sulla situazione della Spagna. Questo malgrado la Banca Centrale della penisola iberica abbia dato il suo via libera al piano di ricapitalizzazione presentanto dalle banche nazionali. Non è stato di alcun aiuto per i bancari di Piazza Affari il report diffuso quest’oggi da Mediobanca che senza indugio è pronta a scommettere sulle azioni degli istituti di credito del Belpaese, confermando il consiglio di acquistare. Gli analisti dell’istituto di Piazzetta Cuccia segnalano che nel primo trimestre di quest’anno due sono stati i fattori che hanno aiutato il sentiment del mercato: da una parte le due operazioni di Ltro promosse dalla Banca Centrale europea e dall’altra il fiscal compact. Le due Ltro sono state una soluzione di breve durata, tanto che gli spread sovrani periferici sono tornati a salire, evidenziando la necessità di un compratore di ultima istanza e solo con un piano di quantitative easing convenzionale da parte della BCE si potrà approdare ad uno scenario di questo tipo. Per quanto riguarda il fiscal compact, Mediobanca segnala che ormai è evidente il fatto che l’unione fiscale abbia bisogno di una maggiore armonizzazione e di un impegno più concreto per convincere il mercato.

, Nell’ambito della loro analisi, gli esperti dell’istituto di Piazzetta Cuccia fanno riferimento anche al rischio politico, che ormai è sempre più alto in Europa, dalla Francia all’Italia e arrivando persino alla Germania. In questa direzione sarà importante seguire i prossimi appuntamenti elettorali, e dalle elezioni francese di fine mese si passerà alla campagna elettorale in Italia che probabilmente partire dopo la stagione estiva. Entrambi questi eventi contribuiranno ad alimentare l’incertezza, ma i maggiori timori sono concentrati sulla Germania.

L’attenzione è rivolta anche all’Italia, che per rimanere immune ad un probabile deterioramento della crisi del debito in Europa, dovrà fare leva sulle sue azioni. Questo però non impedisce a Mediobanca di avere una view positiva sui bancari di Piazza Affari, da preferire a quelli francesi e spagnoli. Per le banche d’Oltralpe il rischio normativo e politico prima o poi le costringerà a rafforzare i loro capitali, o a ridurre in maniera significativa gli utili a causa del deleverage. Per le banche spagnole i maggiori rischi sono rappresentati dalla qualità degli asset e dal deleverage immobiliare. Gli istituti di credito italiani invece sono più convenienti e vantano inoltre una migliore capitalizzazione. Dopo il recente sell-off i titoli del comparto offrono una valutazione attraente in considerazione dei rischi. La preferenza tra i titoli a maggiore capitalizzazione viene accordata a Unicredit, il cui capitale è di due anni in anticipo rispetto al piano industriale. Il capitale in eccesso potrebbe essere uno dei punti di forza dell’istituto di Piazza Cordusio, tanto che Mediobanca non esclude che il dividendo di quest’anno possa essere più alto di quello da loro stimato a 0,16 euro, già di per sè superiore alle previsioni del consensus.

, Tra le banche di dimensioni più piccole invece gli esperti dell’istituto di Piazzetta Cuccia scommettono su Ubi banca e Banca Popolare di Milano.

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