Bancaria licenziata a Siracusa: le sue parole

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bancaria licenziata a Siracusa
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Ha fatto scalpore la notizia della bancaria licenziata a Siracusa. La sua vita privata e sessuale pare non sia stata accettata dai suoi superiori, che dopo una lettera di ammonimento l’hanno definitivamente lasciata a casa dal lavoro. Dopo aver pubblicato alcuni contenuti a luci rosse, Benedetta D’Anna, in arte Benny Green, è stata licenziata dalla banca per la quale lavorava da 17 anni. Il motivo? La sua passione per il porno; un hobby portato avanti fuori dall’orario di lavoro che evidentemente le è costato caro. Lei stessa ha commentato quanto subito.

Bancaria licenziata a Siracusa: il suo commento

L’episodio che coinvolge la bancaria piemontese di nascita ma siciliana d’adozione ha diviso l’opinione pubblica.

A causa di video e foto hot pubblicate sul web, Benedetta D’Anna ha perso il posto di lavoro. A “Controcorrente”, programma in onda su Rete 4, ha commentato la sua storia.

Bancaria licenziata a Siracusa: le sue parole

“Le richieste ai miei video arrivavano anche dai miei colleghi di banca”, ha fatto sapere la bancaria di Siracusa. Quindi ha precisato: “Ero una bancaria, facevo questo mestiere da 17 anni. Un po’ per volontà della famiglia e un po’ per cultura, è stato un percorso quasi obbligato. Poi, a un certo punto, ho cominciato a tirare fuori la mia vena artistica, ma non durante gli orari di lavoro“.

Rimasta disoccupata, ha deciso di girare un film a luci rosse: “La bancaria di Siracusa”. Sono una mamma single e devo ammettere si è palesata l’esigenza di aumentare il guadagno: con il Covid il mio business ha avuto un exploit e in banca sembravano prendere coscienza di questa mia attività diventando anche fruitori in prima persona della mia piattaforma”, ha aggiunto.

Bancaria licenziata a Siracusa: pronto il ricorso per mobbing

Dopo un periodo di assenza, per lei tornare a lavoro si è rivelato piuttosto difficile. Infatti, Benedetta D’Anna ha spiegato: “A causa di un intervento mi sono dovuta assentare per malattia. Nel momento in cui dovevo rientrare c’erano diversi ostacoli: non riuscivo a prolungare la malattia, ho chiesto un’aspettativa per motivi personali ed è stata ostacolata”.

La banca le ha contestato “l’assenza ingiustificata dal servizio omettendo di avvertire dell’assenza; lo svolgimento di attività lavorativa extrabancaria durante l’assenza del servizio motivata da stato di malattia, alla visita fiscale domiciliare e lo svolgimento di attività professionale in violazione al contratto nazionale del lavoro”.

La 40enne non accetta quanto contestato nei suoi confronti e ribadisce che la sua attività online è sempre stata portata avanti fuori dalla banca e non durante la sua giornata lavorativa. Commentando quanto subito, ha aggiunto: “Per me è stato un abuso da parte loro. Sono una donna che intende sfidare i falsi moralismi. Ma nei giorni scorsi mi è arrivata la comunicazione del licenziamento dove si evidenzia l’inadeguatezza e la mancanza di rapporto fiduciario per il mio comportamento immorale”. Ora è pronto il ricorso per mobbing.

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