Banche, De Boissieu "è in corso fase consolidamento, potrebbe durare 2-3 anni"

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"E' in corso una fase di consolidamento del settore bancario in Europa che probabilmente nell'area dell'euro "potrebbe durare 2-3 anni". A favorire questo processo sono sia alcuni fattori strutturali che le ripercussioni legate all'emergenza coronavirus. A sostenerlo all'Adnkronos è l'economista francese, Christian De Boissieu, professore Emerito dell'Università Paris I Panthéon-Sorbonne.

Sulle banche a livello europeo, spiega l'economista francese, "ci sono molte pressioni sulla redditività. I tassi sono bassi, vicini a zero e questo pesa sulla redditività delle banche europee e penso che questa situazione durerà ancora per 2-3 anni". Ma non solo. Tra gli altri fattori che spingono verso un consolidamento del settore "c'è anche quello legato alle Fintech che fanno concorrenza alle banche tradizionali obbligando gli istituti a ridurre i costi e le commissioni. Alcune banche per far fronte a questa situazione hanno scelto di acquistare delle Fintech ma non tutti lo hanno fatto". Infine, a incidere sulla redditività delle banche "c'è anche la regolamentazione prudenziale come Basilea 3 che incide sui coefficienti patrimoniali".

A questi fattori strutturali, osserva De Boissieu, si aggiungono quelli legati all'emergenza coronavirus. "A pesare sulle banche c'è anche l'attuale situazione economica e quindi la recessione del 2020. Il primo trimestre del 2021 rischia di essere deludente e probabilmente per arrivare a un miglioramento della situazione economica bisognerà aspettare la prossima primavera. Questa situazione creerà un aumento dei crediti deteriorati, i cosiddetti Npl (Non performing loans) nei bilanci delle banche obbligandole a fare accantonamenti e anche questo peserà sulla redditività delle banche".

Quando si verificano situazioni del genere, quindi, sottolinea "ci sono vincitori e vinti. Alcune banche resisteranno a questi shock perché sono sufficientemente capitalizzate mentre altre che erano già fragili saranno ancora più indebolite". Proprio per questo sembra inevitabile una fase di consolidamento del settore bancario in Europa che "durerà 2-3 anni". E probabilmente "ci sarà anche una fase di consolidamento nel settore assicurativo e dell'asset management".

In Francia, osserva, "una delle questioni sul tavolo è se la Société Générale sarà in grado di continuare la strategia 'stand alone' che è la sua da ormai alcuni anni. Anche in Italia o in Spagna ci sono banche fragili. Mps per esempio è stata salvata ma resta fragile. Anche in Germania alcune banche sono state impattate dalla crisi".

Per De Boissieu i margini ci sono in Europa. "Non credo che si verificheranno problemi antitrust. La Francia è il mercato sicuramente più concentrato ma ci sono spazi in Italia e in Germania. Non credo comunque che ci saranno problemi legati a potenziale problemi di posizione dominante. In Europa - sottolinea l'economista - si sta assistendo a un'evoluzione della politica sulla concorrenza e penso che la Commissione Ue guarderà maggiormente all'argomento legato alla competitività. Non credo che Bruxelles intenda frenare un processo di concentrazione a livello bancario".

Per quanto riguarda l'allarme del Copasir che in una relazione approvata lo scorso 6 novembre puntava il dito sul rischio di una elevata presenza di operatori d'Oltralpe sul nostro territorio, in particolare nel settore bancario, De Boisseu sostiene "la necessità di difendere il mercato unico europeo. Non si può avere la libertà dei capitali e da un'altra parte imporre una difesa della sovranità o dell'italianità. Non possiamo andare verso un protezionismo".

Un dibattito quello del patriottismo economico, osserva l'economista che proprio a ottobre ha diretto un libro insieme a Dominique Chesneau intitolato 'Le Patriotisme économique a - t - il un sens aujourd'hui?' (Il patriottismo economico ha un senso oggi?), "che è cresciuto un po' dappertutto con l'emergenza coronavirus e anche in Francia. In tutti i paesi si torna a parlare di un ritorno alla sovranità nazionale ma se ogni paese europeo iniziasse a mettere delle barriere ai confini si metterebbe in discussione il mercato unico europeo".

"Non voglio difendere le banche francesi ma - spiega De Boissieu - siamo in un contesto, quello del mercato unico, che permette di fare operazioni di m&a cross border. Con barriere all'ingresso sarebbe la fine del mercato unico europeo. Bisognerebbe invece parlare di come pensare a rafforzare le banche italiane".