Banche, Bpm divide il governo. Cdm rinvia approvazione decreto

Lsa

Roma, 14 dic. (askanews) - Il caso della Banca Popolare di Bari (Bpb), commissariata dalla Banca d'Italia, spacca il governo. Il Consiglio dei ministri straordinario, convocato alle 21 di ieri con all'ordine del giorno il decreto per il salvataggio della Bpb, è iniziato con un'ora di ritardo per le forti polemiche e non ha portato all'approvazione di provvedimenti. Il decreto, spiega il comunicato di Palazzo Chigi, sarà presentato al prossimo Cdm. Italia Viva non ha partecipato alla riunione del Consiglio, sottolineando che il governo Renzi è stato molto criticato proprio per le norme sulle banche che ora vengono riproposte dall'attuale governo senza alcuna consultazione. Insomma "grave punto di rottura nel merito e nel metodo". Reagisce il capo delegazione del Pd al governo, il ministro per i beni culturali Dario Franceschini, che accusa Iv di andare avanti a suon di inutili minacce. Poi Iv torna sui suoi passi spiegando di non avere intenzione di aprire una crisi di governo. Luigi Di Maio, da parte sua, ha parlato della necessità di "un'ampia riflessione" prima di varare provvedimenti in Cdm. "Bisogna capire a chi sono stati prestati i soldi che poi non sono più rientrati". il Consiglio dei Ministri, dunque, ha rinviato l'approvazione del decreto ma ha espresso "la determinazione ad assumere tutte le iniziative necessarie a garantire la piena tutela degli interessi dei risparmiatori e a rafforzare il sistema creditizio a beneficio del sistema produttivo del Sud, in maniera pienamente compatibile con le azioni di responsabilità volte ad accertare le ragioni che hanno condotto al commissariamento della Banca".