Banda larga: Calabro', ritardo costa a Italia tra 1 e 1,5% pil

Roma, 2 mag. (Adnkronos) - Il ritardo nello sviluppo della banda larga costa all'Italia tra l'1 e l'1,5% del pil. E' il dato che fornisce Corrado Calabro', nel bilancio sui suoi 7 anni alla guida dell'Agcom, evidenziando che "senza infrastrutture a banda ultra larga i sistemi economici avanzati finiscono su binari morti". L'Italia, ricorda, "e' sotto la media Ue per diffusione della banda larga fissa, per numero di famiglie connesse a internet e a internet veloce, per gli acquisti e per il commercio on line (nell'UK anche le case si vendono e si acquistano in rete)". Per le esportazioni mediante l'Ict, l'Italia "e' fanalino di coda in Europa; solo il 4% delle pmi ovvero la spina dorsale del nostro tessuto produttivo, vendono online, mentre la media UE-27 e' del 12%". Secondo Calabro', il comparto delle telecomunicazioni "mentre e' chiamato ad investire sia nel fisso che nel mobile, non riesce ad appropriarsi del valore atteso in corrispondenza degli investimenti nelle nuove reti". Il presidente uscente dell'Agcom ricorda quindi che "non solo la telefonia mobile, la quale ha un incremento esponenziale, ma tutti i servizi del futuro prossimo e di quello ulteriore richiedono una rete a banda larga e ultra larga. L'internet delle cose segnera' un ulteriore salto di qualita' nel consumo di byte". Internet, insiste, "e' un fenomenale motore di crescita sociale ed economica, ma la rete fissa e' satura e quella mobile rischia ricorrenti crisi asmatiche". Infine, altri numeri a certificare il ritardo italiano: l'economia internet in Italia vale solo il 2% del pil; la stessa stima conduce a valutare l'internet economy del Regno Unito nel 7,2% del pil.

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