Bandi Gilead, sostegno a ricerca e a progetti socio-assistenziali

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Image from askanews web site
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Milano, 20 ott. (askanews) - Sostenere la ricerca scientifica e i progetti socio-assistenziali per rendere possibile ciò che poteva sembrare impossibile. E' questo lo spirito dei Bangi Gilead, giunti alla decima edizione, che complessivamente hanno distribuito oltre 11 milioni di euro e hanno permesso di realizzare quasi 500 progetti. Sia in ambito scientifico, sia nel terzo settore.

"Questo impegno a essere vicini e presenti per collaborare sia con la realtà scientifica sia con quella dell'associazionismo dei pazienti nella nostra comunità in Italia - ha detto ad askanews Cristina Le Grazie, direttore medico di Gilead Sciences Italia - è proprio ciò che ha guidato Gilead nel varare questo programma di bandi, che ha una storia ormai decennale. Io cito per esempio i 5mila pazienti che sono stati accompagnati in un percorso di cura e accesso al Sistema sanitario, oppure i 10mila test sull'HIV e l'HCV, o ancora i 120mila materiali di educazione e formazione rivolti ai pazienti e ai caregiver".

In Fondazione Feltrinelli a Milano sono stati assegnati i premi dell'edizione 2021, che hanno visto 58 vincitori. E Alla cerimonia ha preso parte anche il professor Alberto Mantovani. "Noi - ci ha detto il direttore scientifico dell'Humanitas - abbiamo assoluto bisogno che la ricerca scientifica si accompagni a una dimensione sociale. Dobbiamo per esempio comunicare nel modo appropriato quello che scopriamo, le sfide che abbiamo: il tema per esempio dei vaccini. Questo lo facciamo bene se ricerca scientifica e dimensione sociale, scienze sociali, camminano mano nella mano".

Rivolti alla ricerca medica e alle comunità di pazienti, i Bandi Gilead si propongono di selezionare e quindi sostenere le migliori progettualità in entrambi gli ambiti. Come nel caso dell'Istituto di medicina solidale e della Comunità Emmaus, già vincitori di un bando negli anni precedenti e premiati anche nel 2021.

"In Italia - ci ha detto Lucia Ercoli, responsabile sanitario dell'Istituto di medicina solidale - viviamo drammatiche forme di disuguaglianza che colpiscono delle minorities e grazie a Gilead noi possiamo portare a termine un intervento che garantisce salute alle persone meno avvantaggiate, a quelle più discriminate e segregate".

"Il terzo settore - ha aggiunto Paolo Meli della associazione Comunità Emmaus di Bergamo - ha molte idee, ha esperienza, ha conoscenze del territorio e dei contesti in cui opera. Spesso quello che manca sono le risorse e chi decide di investire in buone idee che senza risorse è come se rimanessero senza gambe".

Per Gilead questo sostegno è una forma di attenzione alle comunità, tanto dal punto di vista della ricerca, quanto da quello che riguarda direttamente la vita dei malati. "La comunità di un'azienda come la nostra - ha concluso Cristina Le Grazie - è fatta di clinici, medici, ricercatori e ricercatrici, ma è fatta soprattutto di pazienti e a loro vogliano essere vicini e sostenere i loro progetti così come facciamo nell'ambito della ricerca scientifica".

In questo particolare momento storico, poi, un altro degli aspetti rilevanti della cerimonia dei Bandi Gilead è stato quello del rinnovarsi della fiducia e del sostegno nei confronti della scienza: un atteggiamento che nei difficili mesi della pandemia era stato da alcuni messo pericolosamente in discussione.

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