“Bang bang baby”, l’esplosiva serie con ‘ndrangheta in chiave pop

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Roma, 22 aprile (askanews) – E’ sicuramente la serie più originale prodotta in Italia per le piattaforme streaming. “Bang bang baby”, su Prime Video dal 28 aprile, mescola vicende di criminalità organizzata e racconto di formazione, crime e commedia, utilizzando tanti registri: ironico, drammatico, pop. Creata da Andrea Di Stefano e diretta da Michele Alhaique, è ambientata nel 1986 a Milano e ha per protagonista una ragazzina di 16 anni, Alice. La sua vita cambia all’improvviso quando scopre che il padre che credeva morto è ancora vivo. L’uomo appartiene ad una potente famiglia di ‘ndrangheta e Alice si tuffa nel pericoloso mondo della malavita, facendosi sedurre dal fascino del crimine.

Il regista spiega: “Quello che volevo fare era tentare di passare in maniera molto armonica dal teen drama alla commedia, al melò, fino ad arrivare al genere crime. Questo è stato possibile prendendo sul serio ogni genere, cioè senza che la farsa o il tono sopra le righe trascinasse tutto invece in un contenitore di inverosimiglianza”.

In un momento in cui il mercato è diventato globale i prodotti audiovisivi italiani devono spingersi sempre più verso idee e linguaggi innovativi. E serve una produzione di alto livello. In “Bang bang baby” c’è grande cura per le scenografie, i costumi, la ricostruzione di quel mondo degli anni Ottanta, e soprattutto c’è un grande cast. Arianna Becheroni è Alice, i suoi genitori sono interpretati da Adriano Giannini e Lucia Mascino, Dora Romano è la nonna, una spietata capoclan.

La protagonista dice: “Sicuramente non è stato un lavoro semplice perché non è un personaggio semplice, è un personaggio che cambia tanto, ha tantissime evoluzioni. L’unico modo per prendere una sfida così col sorriso era di mettermi in gioco, e quindi ho detto ‘ci proviamo’, magari una fase mi verrà peggio, l’altra meglio, ma ci divertiamo”.

Lucia Mascino e Adriano Giannini sono entusiasti di questo lavoro: “Si sentiva nell’aria, già quando entravi alla sala trucco ma anche quando entravi sul set, che c’era un’atmosfera un po’ come dire: siamo entrati noi italiani in una sfida internazionale” dice Mascino. “Noi dai primi giorni abbiamo capito che stavamo lavorando in un meccanismo, e quindi il meccanismo cinema riguarda tutti i reparti che compongono il cinema, di altissima qualità. Quindi noi italiani siamo capaci di fare dei prodotti di qualità, non a caso questa serie esce contemporaneamente in 241 Paesi” dice Giannini.

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