In Bangladesh l’esodo spietato dovuto alle inondazioni

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Roma, 28 ott. (askanews) – Bibi Salma e Mohammad Ali Asgar hanno perso la loro casa tre volte prima di stabilirsi in una baraccopoli di Dacca, in Bangladesh, dove sono stati costretti a rifugiarsi a causa dell’aumento delle inondazioni.

Secondo gli esperti, il paese con 170 milioni di abitanti sarà costretto ad affrontare il più grande esodo della storia a causa del cambiamento climatico.

Racconta Akabbar Howlader, tra le vittime di quest’esodo: “Quando la mia casa è stata spazzata via, mi sono trasferito e ne ho ricostruita un’altra. Ho piantato alberi di mango e di altri frutti. Poi è arrivata un’altra ondata che ha spazzato via tutto di nuovo”.

Nelle baracche si vive in una stanza di appena 10 metri quadrati: un materasso dove dormire in più di una persona, il bagno è una fogna a cielo aperto.

Dopo tre tentativi di costruire una baracca, anche Asgar è stato costretto a lasciare la sua zona di origine e cercare riparo nello slum della periferia di Dacca, una megalopoli di 20 milioni di persone.

“C’erano due scuole e una moschea. Tutti sono stati inghiottiti dal fiume Padma. La natura è sempre stata spietata con il Bangladesh, un paese dove i fiumi fangosi si riversano sul letto del Golfo del Bengala.

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