Bankitalia “Pil Lazio a +5,8%, crisi energetica condiziona previsioni”

ROMA (ITALPRESS) – Nel primo semestre del 2022, l’attività economica del Lazio è cresciuta del 5,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (5,7 in Italia). E’ stato così superato di circa un punto percentuale il livello precedente la pandemia, ma l’aumento dei costi energetici e l’incertezza collegata alla guerra in Ucraina hanno frenato il recupero e condizionano le prospettive di crescita: le aspettative sono di un rallentamento nei prossimi sei mesi. E’ quanto evidenzia il rapporto sull’Aggiornamento congiunturale de “L’economia del Lazio” di Banca d’Italia. “Il quadro congiunturale nel primo semestre è stato molto favorevole, ma le attese sono di un peggioramento nei prossimi mesi”, ha spiegato il direttore della sede di Roma della Banca d’Italia, Antonio Cinque. Anche se “dopo la pandemia, quando si sono allentate le restrizioni sanitarie, il rimbalzo dell’economia è stato sicuramente importante”, attualmente “stiamo vivendo dei tempi molto difficili e ci sono una serie di choc che influiscono sul sistema economico, determinando anche delle oscillazioni sulle variabili e sulle proiezioni: l’andamento è stato sicuramente positivo, ma le prospettive sono fortemente condizionate dall’aumento dei costi energetici, l’incertezza dovuta alla guerra in Ucraina e l’impennata dell’inflazione che stanno portando a un peggioramento del clima di fiducia dei consumatori: è particolarmente difficile prevedere quello che potrà succedere”, ha sottolineato Cinque. Nel 2022, infatti, la crescita è stata frenata dai rincari energetici: per quasi un quarto delle imprese del Lazio – meno di un quinto nella media nazionale – i costi dell’energia hanno inciso in misura elevata sul totale della spesa sostenuta per l’acquisto di beni e servizi (per oltre il 20%). Quasi un quarto delle imprese ha fronteggiato i rincari energetici ricorrendo a una riduzione dei margini di profitto, il 13% aumentando i prezzi di vendita, l’11% cambiando i fornitori. Le rimanenti aziende hanno utilizzato fonti alternative, aumentato l’autoproduzione o hanno adottato altre strategie. L’aumento dei prezzi delle materie prime o di beni intermedi, unitamente a quello dei servizi di trasporto e logistici, hanno generato le maggiori difficoltà di approvvigionamento delle imprese. Al contrario, non sono stati segnalati ingenti ritardi nei tempi di lavorazione o nella disponibilità dei beni. Nel 2022 la ripresa è stata favorita dal buon andamento dei flussi turistici, del settore edile e delle esportazioni: nel Lazio, ha spiegato il coordinatore del rapporto, Raffaello Bronzini, “dopo due anni sono stati recuperati i livelli pre-pandemia e la regione è in linea con l’andamento nazionale. La crescita è stata trainata dal turismo e dalle costruzioni”, grazie alle agevolazioni fiscali connesse alle ristrutturazioni, a cui ha contribuito anche il buon andamento del mercato immobiliare. Nel primo semestre, infatti, le compravendite di immobili residenziali sono aumentate complessivamente del 9% rispetto allo stesso periodo del 2021, poco meno della media nazionale, e quelle di immobili non residenziali del 16,5%. I prezzi delle abitazioni sono cresciuti del 5,6% (4,9% nella media italiana); nel segmento non residenziale le quotazioni sono invece ulteriormente calate. Il miglioramento congiunturale è stato più intenso nel settore dei servizi: la crescita è stata più elevata per le aziende che svolgono attività commerciali, alberghiere e di ristorazione, trainata dalla forte ripresa dei flussi turistici, e le aziende prefigurano un aumento di simile intensità nei prossimi sei mesi. In particolare, nei primi otto mesi del 2022 è proseguito il recupero delle presenze turistiche nelle strutture alberghiere della Città metropolitana di Roma Capitale, rilevate dall’Ente bilaterale del turismo del Lazio: “si è progressivamente intensificata la crescita dei flussi di visitatori stranieri, in particolare dagli Stati Uniti e dall’Asia, significativamente diminuiti nel biennio precedente, e la spesa dei viaggiatori stranieri in regione è notevolmente aumentata” rispetto allo stesso periodo del 2021, portandosi dal 10,1 al 15,4% del totale nazionale. Nonostante il recupero, però, “le presenze turistiche complessive sono ancora su livelli inferiori a quelli precedenti la pandemia”, ha detto Bronzini.Nel primo semestre del 2022, l’occupazione è cresciuta del 4,2% rispetto allo stesso periodo del 2021, più che in Italia, e il tasso di occupazione si è così portato al 61,8% (59,8% nella media nazionale), aumentando di 3 punti percentuali. L’occupazione ha pressochè recuperato il livello precedente la pandemia, nonostante il rallentamento registrato nel secondo trimestre – con un aumento più intenso per le donne (5,2%), più penalizzate dalla crisi pandemica, rispetto agli uomini (3,5%). All’incremento complessivo hanno contribuito principalmente i servizi, i cui addetti sono aumentati del 4,9%, soprattutto nel comparto del commercio, alloggio e ristorazione (18,9%), anche grazie alla ripresa dei flussi turistici. Si è intensificato il ricorso al tempo indeterminato, sospinto dalle trasformazioni dei contratti a carattere temporaneo, si sono ridotte le integrazioni salariali e i disoccupati e il tasso di disoccupazione sono diminuiti. Il buon andamento del mercato del lavoro si è riflesso sulle condizioni economiche delle famiglie: le stime della Svimez di quest’estate prevedevano un aumento dei consumi nel 2022, “ma le spese delle famiglie sono frenate dal rialzo dei prezzi, che colpisce soprattutto i nuclei meno abbienti”, ha spiegato Elena Romito di Banca d’Italia. In sostanza, “l’inflazione frena i consumi, colpendo soprattutto le famiglie meno abbienti, in particolare per le spese poco comprimibili (beni alimentari e abitazione)”. Negli ultimi mesi, il clima di fiducia dei consumatori del Centro è peggiorato ed è tornato ai livelli del 2020. Dopo il marcato calo dello scorso anno, nella prima parte del 2022, i prestiti alla clientela laziale sono cresciuti del 2,6%, sia per le famiglie, sia per le imprese, grazie all’andamento dei prestiti alle grandi imprese. L’aumento si è concentrato nei settori estrattivo e nel comparto energetico, si è invece registrato un calo in quello manifatturiero. I prestiti per le piccole imprese, invece, hanno ulteriormente rallentato. I mutui alle famiglie hanno continuato ad aumentare a ritmi sostenuti, accompagnandosi al buon andamento delle compravendite immobiliari: i finanziamenti alle famiglie sono aumentati del 4,8% e sono cresciuti sia i prestiti per il credito al consumo, sia i mutui. Si nota che il tasso fisso è cresciuto, superando il tasso variabile dopo un biennio di sostanziale parità e, quest’anno, le famiglie hanno stipulato contratti a tasso variabile in misura superiore, ma in totale la quota di nuovi mutui a tasso variabile è aumentata rispetto a quanto osservato lo scorso anno. Infine, nel primo semestre del 2022, la qualità del credito erogato alla clientela non ha mostrato segnali di peggioramento, ma l’offerta sui mutui alle famiglie ha iniziato a essere improntata a una maggiore cautela, mentre le condizioni sul credito al consumo sono state ulteriormente allentate. Il tasso di deterioramento è rimasto contenuto (1,1%) e su livelli inferiori a quelli del periodo precedente la pandemia.(ITALPRESS).

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