Barbarossa: il silenzio in montagna, una musica preziosa

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Trento, 26 lug. (askanews) – Il silenzio come risorsa per imparare a scoprire una dimensione nuova del mondo che ci circonda, come occasione preziosa per ascoltare gli altri e finalmente, forse, anche sé stessi e le proprie radici. E’ questa una delle suggestioni esplorate nel corso della serata di dialogo e musica che ad Andalo, nell’ambito del Mountain Future Festival, ha visto confrontarsi il cantante Luca Barbarossa e il conduttore televisivo Federico Quaranta. “Silenzio, radici, montagna: ‘silenzio’… e ho già detto troppo – dice Barbarossa – In montagna il silenzio è prezioso. Ma in realtà è sempre prezioso. Il silenzio è quello che poi ti fa apprezzare anche la musica, è scritto negli spartiti; il silenzio sono le pause. E in montagna una cosa che per esempio non amo è sporcare questo silenzio con la musica da discoteca nei rifugi che diventano rumorosi. Mi piace ascoltare il suono della montagna, mi piace ascoltare il suono dei passi sulla neve delle pelli quando salgo per lo sci alpinismo; mi piace il suono della natura così come mi piace quello del mare. Credo che quello che noi chiamiamo ‘silenzio’, in realtà, sia una musica preziosa che dobbiamo avere l’accortezza di ascoltare”.

Luca Barbarossa sul palco del Palacongressi di Andalo ha cantato alcuni dei suoi brani più famosi intrecciandoli con ricordi, aneddoti e riflessioni sul suo rapporto con la montagna, che frequenta da anni, fermandosi – come ha raccontato – a Fai della Paganella e nei rifugi. “Per me la montagna è il contatto stretto con la natura. E’ l’umiltà di porsi davanti a una cosa infinitamente più grande di te da trattare con grande rispetto – prosegue Barbarossa – Grande rispetto nel fare qualunque cosa: che sia un’arrampicata, una sciata, una passeggiata. Qualsiasi cosa: perché la montagna va rispettata perché ti fa capire quanto sei piccolo. E devi sempre cercare di lasciare agli altri la montagna meglio di come l’hai mai trovata”.

La serata – che ha visto la partecipazione di oltre 800 persone – rientra nel calendario eventi della la quarta edizione del Mountain Future Festival, la rassegna nata sull’Altopiano della Paganella, al cospetto delle Dolomiti di Brenta, dedicata alla montagna e ai suoi possibili futuri, sia dal punto di vista ambientale, economico e turistico, sia dal punto di vista della qualità della vita per i residenti e gli ospiti del territorio. “Il Mountain Future Festival nasce dall’idea di creare un laboratorio di idee sul futuro della montagna – racconta Luca D’Angelo, direttore dell’Apt Dolomiti-Paganella – E’ un festival che unisce tante realtà diverse, tante esperienze diverse anche personaggi diversi. Abbiamo voluto, anche negli anni, mixare artisti, antropologi, cantanti: è quindi un programma molto, molto eterogeneo. L’idea è cercare di immaginare quale sarà il rapporto in equilibrio tra uomo- natura in montagna. La montagna è una sentinella di quello che succederà nel futuro e quindi con queste feste volevamo proprio ragionare su quale possibili scenari si possono creare nei nostri territori alpini, che sono anche così fragili”.

La quarta edizione del Mountain Future Festival prosegue per tutta l’estate 2022, fino a settembre. Trai prossimi incontri in programma ci sono quelli con il climatologo Luca Mercalli e con il grande alpinista Hans Kammerlander.

Il programma completo del Mountain Future Festival è disponibile sul sito www.mountainfuturefestival.it.

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