Barberio Corsetti: "Scene in continuo movimento per il mio 'Amleto' al teatro Argentina di Roma"

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Una scenografia in continuo movimento e trasformazione, a rappresentare i cambi di umori e di sentimenti, di dubbi e di istinti, provati dall'animo di Amleto: è quella pensata da Giorgio Barberio Corsetti, consulente artistico del Teatro di Roma, per la sua regia dell' opera di William Shakespeare, nella traduzione di Cesare Garboli con Fausto Cabra nel ruolo del protagonista, che inaugura domani la stagione ufficiale del Teatro Argentina, dopo aver ospitato gli spettacoli del 'RomaEuropa Festival'.

"La scena si apre e si chiude e crea spazi prima di tutto simbolici, sottolineati anche dalla musica che è stata in qualche modo scritta 'addosso' dal Maestro Massimo Sigillò Massara - spiega all'AdnKronos il regista - è come se Amleto si portasse dentro questo luogo, con la collaborazione degli attori che sono i suoi complici, introducendoci nella 'macchina' dei nostri sogni, delle nostre pulsioni. Gli abiti sono contemporanei per una ambientazione astratta e una scenografia fatta di piani inclinati e sovrapposti, che con la sua neutralità richiama un moderno caseggiato, per una storia che in realtà è senza tempo".

Ma chi sono gli 'Amleto' di oggi? "In realtà, siamo tutti noi - risponde Barberio Corsetti - Tutti coloro che si affacciano alla vita e si trovano usurpati del loro posto nel mondo e si aggirano senza riuscire ad accettare l'alternativa che viene proposta, di essere uguali ai propri padri anziché distinguersi, come richiede il sentimento di vendetta che il fantasma del padre cerca di richiamare in Amleto".

Per il regista e consulente artistico del teatro Argentina, "è in questo non riconoscersi, non ritrovarsi, porsi o no in modalità diverse, che ci si arrovella nell'eterno 'essere o non essere', nel domandarsi se andare o no avanti. E l'essere o non essere, al tempo del Covid, in un momento di incertezza e di solitudine, pone qualche interrogativo supplementare che rende questa opera ancora e sempre di più attuale".

Quanto al presente-futuro del Teatro Argentina, per Giorgio Barberio Corsetti "sarà molto importante la trasformazione in Fondazione che viene prospettata per il Teatro di Roma; e l'arrivo di un commissario che in qualche modo sblocchi la possibilità di presentare una stagione teatrale che noi abbiamo pronta già da questa estate". Una conformazione finale, per lo Stabile romano, ancora in qualche modo avvolta nelle nebbie, tanto da richiamare più i cieli oscuri di Elsinore e del palazzo di Amleto che non quelli generalmente più tersi di Roma...

"Vero - osserva il regista e consulente artistico - ma noi non vediamo l'ora di poter lavorare per la promozione e per l'incontro con il pubblico". Magari anche per il Teatro Valle? "Si stanno facendo prove di restauro per la sala teatrale da parte della Sovrintendenza di Roma, quindi credo che il processo si sia oramai avviato", riferisce Barberio Corsetti.

(di Enzo Bonaiuto)

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