Barcellona, l’ex presidente Rosell è senza più una lira

Rosell ha guidato i blaugrana dal 2010 al 2014, durante la sua presidenza arriva il colpaccio Neymar Jr., che nell’estate del 2013 firma un contratto di cinque anni con il Barcellona. (Credits – Getty Images)

E’ stato presidente del Barcellona dal 2010 al 2014. E’ stato uno dei protagonisti del calcio spagnolo del nuovo millennio, nel bene e nel male. Ora, però, l’imprenditore Sandro Rosell è sul lastrico e la sua famiglia non ha neanche più i soldi per mangiare. Ma cosa è successo?

Rosell ha guidato i blaugrana dal 2010 al 2014, dopo essere già stato vicepresidente del club catalano dal 2003 al 2005. Durante la sua presidenza arriva il colpaccio Neymar Jr., con il campionissimo brasiliano che nell’estate del 2013 firma un contratto di cinque anni con il Barcellona. E qui iniziano i problemi per Rosell. Il trasferimento del brasiliano, infatti, è avvolto nel mistero sia sulle cifre sia su come il Barça sia riuscito a mettere le mani sul giocatore del Santos.

Indaga la procura, perché ufficialmente l’affare è costato 57.1 milioni di euro, mentre la famiglia Neymar parla di 40 milioni e, alla fine, dai documenti si scopre che il costo complessivo dell’operazione è stato, invece, di 86.2 milioni di euro. Un giro di soldi confuso e che porta la procura di Barcellona ad accusare Sandro Rosell e il vicepresidente del club, Josep Maria Bartomeu, di frode fiscale da 15 milioni di euro.

Il 23 gennaio 2014 Sandro Rosell si dimette in seguito alle accuse, mentre il 23 maggio di quest’anno la Guardia Civile e la Polizia nazionale spagnola hanno messo agli arresti l’ex presidente del Barcellona con l’accusa di frode fiscale e di reciclaggio. Un arresto preventivo, senza che vi sia stato ancora un processo e con i beni dell’imprenditore sequestrati. Lasciando l’uomo, ma soprattutto la sua famiglia, senza soldi. E ora l’avvocato di Rosell denuncia tutto.

“Che Rosell sia in carcere è una perversione del sistema giudiziario e un abuso dell’istituto della carcerazione preventiva. Dov’è la presunzione di innocenza? E’ deprecabile. La famiglia non ha più soldi neanche per mangiare, hanno pignorato tutto. Vivono della carità del resto della famiglia. Ci sono mille formule prima della carcerazione per evitare la fuga, l’inquinamento delle prove e la reiterazione del reato. Potrebbero ritirare a Rosell il passaporto, potrebbero mettergli un dispositivo elettronico. Tutto tranne il carcere, è assolutamente ingiusto“, le dure parole dell’avvocato Pau Molins.

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