A Bari 24 arresti da parte di Polizia e Gdf per droga ... - 2

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Roma, 20 nov. (askanews) - Tra i destinatari del provvedimento restrittivo 9 appartengono a due distinte organizzazioni criminali dell'area garganica: il clan Li Bergolis, oggi capeggiato da Enzo Miucci, 36 anni, detto "'u criatur"; e il clan lucerino Bayan-Papa-Ricci, il cui elemento di spicco è Alfredo Papa, 61 anni. Arrestate anche 2 persone vicine alla 'ndrina calabrese facente capo alle famiglie Pesce-Bellocco di Rosarno (Reggio Calabria) e Torino, che erano in stretti rapporti di affari con l'organizzazione criminale di Monte Sant'Angelo per la compravendita di partite di droga e la fornitura di armi. Sono stati arrestati anche 13 clienti-pusher dei gruppi criminali di Monte Sant'Angelo e Lucera, che provvedevano a collocare lo stupefacente periodicamente acquistato dai garganici e dai lucerini presso la loro clientela in vari comuni dell'Italia centro-meridionale.

L'attività investigativa, diretta dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Bari, è partita da un'altra indagine sulle pressioni esercitate dalla malavita foggiana su imprenditori locali attivi nel campo della trasformazione di prodotti agricoli, affinché assumessero alle loro dipendenze soggetti pregiudicati dediti a spacciare stupefacenti ad assuntori sulla piazza di Foggia, i quali a loro volta si rifornivano della droga da appartenenti al clan lucerino. Proprio questa ultima evidenza ha spostato il baricentro delle indagini sul fiorente traffico di sostanze stupefacenti gestito dal clan capeggiato da Papa, di cui tre sodali sono stati arrestati nell'operazione.

Le investigazioni hanno ricostruito in maniera capillare la fitta rete di pusher-clienti pugliesi, molisani e abruzzesi nei cui confronti gli esponenti del clan lucerino smerciavano quasi quotidianamente stupefacenti di vario genere. Sono stati accertati approvvigionamenti di droga che il clan lucerino otteneva da esponenti di un gruppo camorristico operante tra Castellammare di Stabia e Pompei; da soggetti facenti capo all'aggregato criminale riconducibile ai Li Bergolis di Monte Sant'Angelo; nonché da soggetti della malavita cerignolana.

Il monitoraggio degli acquisti di sostanze stupefacenti da parte di esponenti del clan lucerino ha quindi consentito di estendere il raggio di azione delle indagini nei confronti di sodali del clan Li Bergolis.

Le indagini, oltre a svelare l'intenso traffico di sostanze stupefacenti della compagine riconducibile ai Li Bergolis su scala nazionale, ha rivelato la disponibilità di armi: sono state sequestrate tre pistole semiautomatiche, un silenziatore e trentasei cartucce che il capo clan Miucci aveva ritirato a Torino da esponenti della cosca calabrese. Non si esclude che le armi sequestrate potessero servire ad affermare e consolidare la propria egemonia criminale nel territorio garganico, in cui operano vari gruppi delinquenziali frammentati in continuo conflitto tra loro per la spartizione delle zone in cui esercitare le proprie attività illecite e privi di un forte, indiscusso vertice aggregante.

Gli arresti hanno inflitto un duro colpo allo storico clan Li Bergolis, da anni impegnato in una sanguinosissima faida, tuttora in atto, contro la fazione dei Romito-Ricucci-Lombardi. In tale contesto ambientale si segnala il recente omicidio di Pasquale Ricucci, esponente di spicco della criminalità organizzata garganica, assassinato a colpi di fucile dinnanzi al cancello della sua abitazione a Macchia, frazione di Monte Sant'Angelo.

La Finanza ha infine anche sequestrato agli indagati beni per 2 milioni di euro, consistenti in 10 immobili, 3 autovetture, 2 aziende del settore del commercio di autoveicoli e 63 rapporti finanziari.