Bari, arrestati per corruzione gip De Benedictis e un avvocato

webinfo@adnkronos.com (Web Info)
·3 minuto per la lettura

Il magistrato dell’Ufficio gip del tribunale di Bari Giuseppe de Benedictis - in servizio fino a pochi giorni fa - e un avvocato del foro del capoluogo pugliese, Giancarlo Chiariello, sono stati arrestati questa mattina dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Bari in esecuzione di un’ordinanza applicativa di misura cautelare in carcere per presunta corruzione.

In relazione ad altre persone, già detenute per fatti di criminalità mafiosa, sono in corso notifiche di ordinanza di custodia cautelare e perquisizioni; numerose altre persone sono poi indagate a piede libero e risultano ugualmente destinatarie di decreto di perquisizione.

Nel corso delle perquisizioni eseguite in mattinata, contestualmente all’esecuzione dei provvedimenti di custodia cautelare in carcere, i carabinieri hanno sequestrato un importante quantitativo di denaro, circa 1 milione e 200 mila euro in contanti.

Secondo quanto si legge nell'ordinanza di applicazione delle misure cautelari, non solo al giudice Giuseppe de Benedictis ma anche all'avvocato penalista Giancarlo Chiariello, tra gli altri destinatari delle misure cautelari emesse dal giudice di Lecce Giulia Proto, è contestata l'aggravante di aver commesso il "mercimonio giudiziario" al fine di agevolare l'attività di associazioni di tipo mafioso.

L’ipotesi, su cui fonda l’impianto accusatorio della Direzione distrettuale antimafia di Lecce, anche fatta propria dal gip di Lecce, è quella per cui il giudice De Benedictis e l’avvocato Chiariello avessero da tempo stretto un accordo corruttivo in base al quale in cambio di somme di denaro in contante, consegnate presso l’abitazione e lo studio del legale, o anche all’ingresso di un bar situato nelle vicinanze del nuovo Palazzo di Giustizia di Bari, il magistrato emetteva provvedimenti ‘de libertate’ favorevoli agli assistiti dell’avvocato Chiariello, tra i quali uno anche colpito dalla odierna ordinanza di custodia cautelare.

La misura è stata disposta dal gip del Tribunale di Lecce su richiesta della Procura della Repubblica-Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce che ha coordinato lunghe indagini consistite in intercettazioni telefoniche e ambientali, video-riprese in uffici e ambienti interni ed esterni, pedinamenti, dichiarazioni di collaboratori di giustizia, esame di documentazione, perquisizioni e sequestro di ingenti somme di denaro contante.

La Dda di Lecce e i carabinieri del Nucleo Investigativo di Bari che hanno eseguito gli arresti per presunta corruzione - in relazione ad alcuni provvedimenti a favore di esponenti della criminalità organizzata barese, foggiana e garganica - hanno poi raccolto elementi di prova che fanno ipotizzare il coinvolgimento di altri indagati, oltre che in condotte corruttive, anche in fatti relativi a rivelazione di segreti d’ufficio. Queste persone avrebbero acquisito e divulgato illecitamente notizie, custodite in banche dati riservati e relative a dichiarazioni di collaboratori di giustizia ancora segrete.

De Benedictis, in servizio fino a qualche giorno fa, dopo essere stato perquisito lo scorso 9 aprile nel suo ufficio nel palazzo di Giustizia, ha rilasciato a verbale ai carabinieri dichiarazioni spontanee e, tra le varie cose, avrebbe detto di volersi dimettere dalla magistratura per la vergogna. Cosa che effettivamente ha fatto.

DDA - "E' opinione di questa Procura della Repubblica che la collettività, sia pure nel comprensibile disagio e disorientamento determinato dalla vicenda, possa trovare motivo di sollievo nella circostanza che proprio l'istituzione giudiziaria possieda gli anticorpi necessari per colpire i comportamenti devianti, e abbia, ancora una volta nella nostra regione, dimostrato di saper guardare al proprio interno e individuare le più gravi criticità" afferma in una nota la Direzione distrettuale antimafia di Lecce che ha coordinato le indagini.

''E' oggi più che mai necessario che, insieme all'avvocatura, tutti gli uffici giudiziari proseguano nel proprio impegno - aggiunge la Dda salentina - volto ad assicurare un servizio efficiente e trasparente per la collettività''. Sono stati espressi ''il grande apprezzamento per l'eccellente lavoro svolto e la grande professionalità dimostrata dai Carabinieri del nucleo investigativo di Bari'' e ''un sentito ringraziamento all'autorità giudiziaria di Bari e Trani per la collaborazione istituzionale prestata e le segnalazioni trasmesse, che hanno consentito di concludere un'indagine assolutamente doverosa, anche se al tempo stesso dolorosa per tutti noi''.