Bari, operazione antimafia della Polizia: 24 arresti

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Roma, 25 ott. (askanews) - Omicidi, armi, droga, rapina ed estorsione. E' questo l'ambito criminale che ha portato oggi la Polizia di Stato di Bari ad eseguire un'ordinanza applicativa della misura cautelare della custodia in carcere su richiesta di questa Direzione Distrettuale Antimafia a carico di 24 persone. Le indagini si sono sviluppate dopo alcuni omicidi nei primi mesi del 2017 nel quartiere Japigia di Bari, roccaforte del clan Parisi-Palermiti.

Gli accertamenti - si spiega in una nota - prendono il via dal l 17 gennaio 2017, quando a pochi metri dal liceo scientifico Gaetano Salvemini, un 40enne venne freddato da un sicario che, a bordo di uno scooter guidato dal complice, colpisce la vittima al tronco e alla testa con una pistola semiautomatica calibro 9x21 mm; il 6 marzo successivo, in via Peucetia, viene assassinato un 39enne e viene gravemente ferito un uomo di 31 anni, nipote di un esponente di vertice del clan Parisi. I quattro sicari, nell'agguato, impiegavano una mitraglietta "Skorpion" 7.65 mm ed una pistola semiautomatica 9x21 mm.

Il 12 aprile 2017, un commando munito di un fucile d'assalto AK 47 Kalashnikov e di 3 pistole semiautomatiche 9x21 mm, a bordo di un'autovettura rubata, uccide in via Archimede un 29enne.

Le indagini - si sottolinea - hanno provato l'esistenza di un collegamento tra i fatti di sangue, permettendo di individuarne le cause e gli autori.

Secondo gli inquirenti gli episodi avvenuti a Bari nel corso del 2017 sono una serie di azioni e risposte sviluppate all'interno del clan Parisi-Palermiti, che non si è consumata solo nei tre omicidi, ma anche in una lunga serie di violenze che hanno alla fine portato il gruppo a doversi forzatamente allontanare da Japigia, per il controllo incontrastato del territorio.

Vengono compresi diversi incendi di autovetture, danneggiamenti ed incendi di immobili e persino "stese", in puro stile camorristico, come ad esempio quella della notte del 27 maggio 2017, in via Guglielmo Appulo, messa in atto da più di dieci persone armate, nei confronti di un soggetto. L'uomo, già ristretto agli arresti domiciliari, è stato di fatto costretto a tornare nel suo quartiere originario, e dopo ulteriori incursioni, ad evadere e rifugiarsi in Albania, dove recentemente è stato arrestato.

Altro atto di forza è stato compiuto a danno un 51enne, al quale gli vennero rapinate due autovetture in officina, per la cui restituzione è costretto a pagare 25mila euro. Nel complesso le imputazioni cautelari riguardano anche una serie di delitti di cessione, detenzione e porto di armi da fuoco, nonché evasioni dagli arresti domiciliari.

La fase esecutiva dell'operazione ha interessato anche le province di Roma, Lecce, Rimini e Chieti.