Basilicata, si vota con nuovo sistema

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Urne aperte da stamani alle 7 per i ballottaggi per l’elezione dei sindaci di Sassari e Monserrato (Cagliari). A Sassari il magistrato Mariano Brianda e il chirurgo Nanni Campus, ex sindaco, ex consigliere regionale e parlamentare di Fi e An, si contendono lo scranno più alto di Palazzo Ducale. Al primo turno l’affluenza è stata del 54,84% sui 108.510 elettori aventi diritto. Brianda ha preso il 34,06%, Campus il 30,54%.    A Monserrato, centro dell’hinterland di Cagliari, la sfida è tra Tommaso Locci, sostenuto da tre liste (Monserrato Libera, Monserrato Futura e Monserrato in Movimento), che al primo turno ha ottenuto il 48.80%, e Valentina Picciau (Pd, La Svolta e Pauli  Monserrato) che ha preso il 23,65%. Al primo turno l’affluenza è stata del 51,30% sui 17.697 elettori.  Le urne sono aperte fino alle 23, dopodiché, terminate le operazioni di voto si inizierà immediatamente lo spoglio delle schede.

Le elezioni regionali in Basilicata si tengono con il nuovo sistema elettorale. La riforma è stata varata ad agosto, poi integrata e modificata ad ottobre. E' confermato il sistema maggioritario, con l'elezione diretta del presidente della Regione. Insieme al neo-eletto entrerà in Consiglio regionale il candidato presidente della coalizione classificatasi al secondo posto (miglior perdente). Non c'è più il listino bloccato, pertanto gli altri 19 seggi verranno attribuiti con criterio proporzionale alle liste delle due circoscrizioni provinciali di Potenza e Matera, così come è avvenuto in passato. Tredici seggi spettano alla provincia di Potenza, sette a quella di Matera.  

Non è ammesso il voto disgiunto, con un candidato presidente di una lista o raggruppamento ed un candidato al Consiglio associato ad un altro aspirante governatore. Per la parità di genere, l'elettore può esprimere due preferenze riservando la seconda a un candidato di sesso diverso, pena l'annullamento della stessa.  

Il premio maggioritario sarà assegnato alla coalizione vincente in base alla percentuale raggiunta: fino al 30 per cento, 10 seggi più il presidente; dal 30 al 40 per cento 11 seggi più il presidente; oltre il 40 per cento 12 più il presidente. In ogni caso per la maggioranza è previsto un limite massimo di 14 seggi più il presidente. 

La clausola di sbarramento è fissata al 3% per le liste che non fanno parte di coalizioni. Sono ammesse all'assegnazione dei seggi le liste circoscrizionali o gruppi di liste circoscrizionali che abbiano ottenuto, nell'intera regione, almeno il 4% per cento dei voti validi, anche se facenti parte di coalizioni che abbiano ottenuto in tutta la Basilicata meno dell'8%.  

Un sistema diverso rispetto alle elezioni del 2013. Quella volta si votò il 17 e 18 novembre del 2013: i lucani elessero Marcello Pittella (Pd) con il 59,6% delle preferenze e premiarono la coalizione di centrosinistra con Pd 24,8%, lista Pittella presidente 16,01%, Psi 7,47%, Realtà Italia 5,92%, Centro democratico 5,04%, Italia dei valori 3,45%. Il contendente del centrodestra nel 2013 fu Tito Di Maggio, 19,38% dei voti (Pdl prima forza con 12,27%); per il Movimento 5 Stelle Piernicola Pedicini, 13,19% (poi nel 2014 eletto eurodeputato). L'altro ''vincitore'' nella precedente tornata elettorale fu l'astensionismo, con affluenza del 47,6%. La storia politica lucana delle Regionali è nel segno del centrosinistra.  

Alle Politiche del 4 marzo 2018 si è registrata un'inversione di tendenza. Il Movimento 5 Stelle ha prevalso con otto seggi tra Camera e Senato, su un totale di 13 assegnati alla Basilicata, con una media tra Camera e Senato del 44,35%, surclassando il centrodestra 25,39% (FI 12,4% - Lega 6,28%), il centrosinistra 19,61% (Pd 16,14%) e Leu (6,44%).