Basket: Nba, Brown si schiera contro le condizioni poste dai Nets per reintegro Irving

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New York, 9 nov. – (Adnkronos) – Sono già passate tre delle cinque gare di sospensione comminate dai Brooklyn Nets a Kyrie Irving dopo tutto quello che è successo nell’ultima settimana, ma c’è ancora diverso lavoro da fare prima di poterlo rivedere in campo. La franchigia di New York infatti ha stilato un programma in sei passaggi per il reintegro in gruppo del campione Nba 2016, tra cui delle scuse pubbliche (che sono arrivate in forma scritta su Instagram ma non ancora dalla sua voce), una donazione di 500.000 dollari, una serie di programmi sulla sensibilità, sull’antisemitismo e sul discorso d’odio, e un incontro sia con i rappresentanti della comunità ebraica di Brooklyn che, infine, con il proprietario Joe Tsai.

A qualcuno però non è piaciuto questo programma ad hoc per Irving e non ha mancato di farlo notare: "Ha commesso un errore, ma non siamo d’accordo con i termini che sono stati imposti per il suo ritorno", ha detto Jaylen Brown dei Boston Celtics in qualità di vice-presidente dell’associazione giocatori. "A noi sembrano troppo pesanti e molti giocatori hanno espresso il loro disagio con le condizioni poste. È una violazione del nostro contratto collettivo e mi aspetto che la Nbpa (l'associazione giocatori) si appelli contro la decisione. Ha commesso un errore e non condoniamo il discorso d’odio o niente di quel genere. Ma non credo che Kyrie Irving sia antisemita, e spero che la Nba pensi lo stesso".

Brown ha anche fatto riferimento a un incontro da tenere nella giornata di ieri, andato in scena a New York tra Irving e il commissioner della Nba Adam Silver. Secondo quanto scritto da Shams Charania di The Athletic, i due hanno avuto un colloquio "produttivo e comprensivo", aprendo la strada per il ritorno in campo della stella sospesa dei Nets quando completerà il percorso stilato dall’organizzazione.