Bassetti: "Contrario al certificato verde così, non si può equiparare tampone a vaccino"

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Bassetti sul green pass
Bassetti sul green pass

L’infettivologo del San Martino di Genova Matteo Bassetti ha affermato che il green pass va modificato perché da strumento di incentivo a vaccinarsi si è a suo dire trasformato in un certificato che “porta la gente a fare i tamponi“. Ha inoltre dichiarato che, con questi numeri, potremo dire finita l’emergenza pandemica nella primavera del 2022.

Bassetti sul green pass

Intervistato da Rai Radio Due nel corso della trasmissione I lunatici, l’esperto ha ribadito la sua contrarietà al pass così concepito. Secondo lui è necessario decidere cosa fare sui luoghi di lavoro stabilendo se possa accedervi solo chi è vaccinato oppure istituire il certificato alla francese rendendolo valido, nei luoghi di aggregazione, solo se ottenuto con il vaccino o il tampone qualora non ci si possa vaccinare: “Non puoi equiparare tampone e vaccinazione“.

Secondo Bassetti occorre fare attenzione, perché “stiamo dando patenti di sicurezza dove non ce ne sono“. Il green pass, ha continuato, ha senso se deve essere uno strumento per stimolare la vaccinazione: se invece deve far spendere ai cittadini duecento euro al mese per i tampone, “è una stupidaggine e io così da medico non lo sopporto“.

Bassetti sul green pass e la fine dell’emergenza

L’infettivologo ha poi affermato che l’emergenza come l’abbiamo vissuta lo scorso anno forse non c’è più ma occorre avere ancora un po’ di pazienza e vedere come andrà l’autunno. “Se andrà come ci auguriamo tutti potremo dire di essere quasi completamente fuori dalla pandemia per poi uscirne completamente nella prossima primavera“, ha concluso.

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