Bassoli, HPE: la persona torna al centro degli spazi del lavoro

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Milano, 12 lug. (askanews) – Una cerimonia per segnare il lancio di una nuova modalità di lavoro; un nuovo corso che si intreccia con le opportunità offerte dalla rigenerazione della sede e dagli importanti investimenti tecnologici: è l’evento ospitato nel Campus Hewlett Packard Enterprise di Cernusco sul Naviglio e al quale hanno partecipato, tra gli altri, partner, rappresentanti istituzionali nazionali, e il sindaco di Cernusco, Ermanno Zacchetti.

La giornata di incontri è stata anche l’occasione per marcare il completamento della riqualificazione della storica struttura e – dopo la pandemia – il ritorno, delle persone, dei collaboratori tutti, al centro degli spazi e dei valori del lavoro. “Il senso di questa giornata è di tornare ad incontrarsi in presenza – spiega Claudio Bassoli, presidente e amministratore delegato Hewlett Packard Enterprise – Italia – Quanto accaduto con la pandemia è un qualcosa di unico. Ora dobbiamo tornare a riconquistare gli spazi fisici. E’ nell’incontro negli spazi fisici che è possibile creare, pensare insieme, avere comunanza. Durante la pandemia abbiamo studiato una rigenerazione degli spazi proprio per far sì che questa nuova partenza permetta e agevoli sempre più lo scambio di idee, opinioni così da creare un futuro sempre migliore per le aziende nostre clienti e partner, e anche per noi stessi e tutte le persone nel mondo”.

Spazi di lavoro innovativi e sostenibili, nuove modalita di collaborazione e un work-life-balance in continuo miglioramento sono le caratteristiche della nuova modalità di lavoro promossa da Hewlett Packard Enterprise che poggia su cinque valori di fondo, le “Cinque C”, come le ha illustrare il presidente e amministratore delegato durante il suo intervento: comunità, consapevolezza, coerenza, connessione, condivisione.

“Per le Cinque C il filo conduttore è la focalizzazione – sottolinea Bassoli – Focalizzazione sulle persone che lavorano all’interno di HPE, sui partner e su tutta la filiera ICT italiana che ha necessità di avere sempre più informazione e trasferimento di conoscenza e competenza, e sui clienti privati e pubblici che possono anche loro utilizzare questi spazi e sperimentare cosa vuol dire innovazione, trasformazione digitale e creare così un ecosistema”.

Il Campus Hewlett Packard Enterprise di Cernusco è stato costruito nel 1978 è già allora era un esempio di innovazione dal punto di vista architettonico; ma non solo: la struttura, grazie alla cultura aziendale che vede nel territorio e nella comunità un valore fondate dell’impresa stessa, è diventata anche centro di innovazione sociale ospitando e animando iniziative di formazione e di disseminazione della cultura informatica e STEM tanto verso i bambini quanto coinvolgendo gli anziani. Un legame consolidato proprio con la scelta di mantenere il Campus a Cernusco, privilegiando quindi la comunità di riferimento rispetto l’attrattività offerta da centri più grandi.

“Abbiamo voluto mantenere il Campus innanzitutto perché è una struttura simbolica – conferma il presidente e ceo di HPE – E’ infatti la fotocopia del campus che il gruppo ha realizzato in Silicon Valley più di ottanta anni fa. Ma anche perché vogliamo consolidare la presenza sul territorio. L’Italia è una economia basata sulle capacità di molte piccole e medie imprese diffuse sul territorio. Quindi abbiamo voluto dare un segnale simbolico di vicinanza a tutte le piccole e medie imprese che fanno la ricchezza dei territori, ovviamente senza nulla togliere a una grande città come Milano. Ma la nostra scelta è stata proprio quella di restare vicini a questo territorio”.

Per il suo impegno nelle scelte di responsabilità sociale d imprese HPE figura nel Dow Jones Sustainability Index come azienda più sostenibile a livello globale nel proprio settore, e nel 2020 e stata inserita dall’Ethisphere Institute tra le World Most Ethical Company.

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