"Basta comprare vini veneti". Il boicottaggio dei bar del Sud

Gabriele Fazio
L'hashtag coniato ad hoc è comprasud, è stato anche pubblicato online un volantino da stampare e affiggere nella propria attività, dice: “Bar deVENEtizzato”, ovvero un bar che non serve vini, prosecchi e spumanti prodotti in Veneto. È questa la risposta studiata dal giornalista e scrittore Pino Aprile, che molti ricorderanno per aver firmato il best-seller “Terroni”, contro la decisione della Regione Veneto di trattenere il residuo fiscale.“Vuol dire – spiega lo stesso volantino - che le tasse pagate in Veneto restano tutte in Veneto. Quindi se tu consumi prodotti veneti, non solo arricchisci le aziende venete, ma anche le tasse che paghi sulla bottiglia di vino veneto (i tuoi soldi) andranno a finanziare solo scuole, ospedali e strade del Veneto. E le scuole, gli ospedali e le strade del Sud chi le finanzia?”.Una domanda alla quale al momento stanno rispondendo i social che si dividono, come da prassi, tra chi decide di archiviare la storia come un'iniziativa sciocca e che non fa altro che alimentare la spaccatura tra Nord e Sud della penisola e chi invece risponde a tono.Dal Sud chiaramente la rivendicazione di una storia antica, raccontata nello specifico proprio nel suddetto romanzo “Terroni”, storia di una ricchezza tolta dalle mani del mezzogiorno; dal Nord invece le accuse, anche queste molto antiche, di aver esportato le mafie in tutta Italia. In rete, e questo appare perlomeno confortante, la preoccupazione più manifestata è quella di una divisione che, invece di assottigliarsi, cresce.“Abbiamo ottimi vini in tutte le regioni d'Italia, ogni uno è libero di bere quello che più gli aggrada” scrive Stanislao, “Da Veneto mi dispiace che pensiate di fare la guerra tra poveri, se volete davvero fare battaglia fatela anche contro arance spagnole frutta cilena e pomodori cinesi” risponde Loris, la sentenza finale arriva da Alekos “Vorrei ricordare come una grande quota di vini del Sud venga utilizzato per il taglio, o l'arricchimento, di diversi vini di provenienza nazionale. Possibile che nel 2019 siamo ancora a parlare di queste minchiate di campanilismi? Ma lo vogliamo capire che il benessere crea benessere, e la competizione interna ci affosserà tutti? Rimango allibito a leggere certe cose”.

L'hashtag coniato ad hoc è #comprasud, è stato anche pubblicato online un volantino da stampare e affiggere nella propria attività, dice: “Bar deVENEtizzato”, ovvero un bar che non serve vini, prosecchi e spumanti prodotti in Veneto. È questa la risposta studiata dal giornalista e scrittore Pino Aprile, che molti ricorderanno per aver firmato il best-seller “Terroni”, contro la decisione della Regione Veneto di trattenere il residuo fiscale.

“Vuol dire – spiega lo stesso volantino - che le tasse pagate in Veneto restano tutte in Veneto. Quindi se tu consumi prodotti veneti, non solo arricchisci le aziende venete, ma anche le tasse che paghi sulla bottiglia di vino veneto (i tuoi soldi) andranno a finanziare solo scuole, ospedali e strade del Veneto. E le scuole, gli ospedali e le strade del Sud chi le finanzia?”.

Una domanda alla quale al momento stanno rispondendo i social che si dividono, come da prassi, tra chi decide di archiviare la storia come un'iniziativa sciocca e che non fa altro che alimentare la spaccatura tra Nord e Sud della penisola e chi invece risponde a tono.

Dal Sud chiaramente la rivendicazione di una storia antica, raccontata nello specifico proprio nel suddetto romanzo “Terroni”, storia di una ricchezza tolta dalle mani del mezzogiorno; dal Nord invece le accuse, anche queste molto antiche, di aver esportato le mafie in tutta Italia. In rete, e questo appare perlomeno confortante, la preoccupazione più manifestata è quella di una divisione che, invece di assottigliarsi, cresce.

“Abbiamo ottimi vini in tutte le regioni d'Italia, ogni uno è libero di bere quello che più gli aggrada” scrive Stanislao, “Da Veneto mi dispiace che pensiate di fare la guerra tra poveri, se volete davvero fare battaglia fatela anche contro arance spagnole frutta cilena e pomodori cinesi” risponde Loris, la sentenza finale arriva da Alekos “Vorrei ricordare come una grande quota di vini del Sud venga utilizzato per il taglio, o l'arricchimento, di diversi vini di provenienza nazionale. Possibile che nel 2019 siamo ancora a parlare di queste minchiate di campanilismi? Ma lo vogliamo capire che il benessere crea benessere, e la competizione interna ci affosserà tutti? Rimango allibito a leggere certe cose”.