"Basta dittatura": nel gruppo Telegram i numeri di virologi e politici

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No vax su Telegram
No vax su Telegram

Alcuni membri no vax del gruppo “Basta dittatura” di Telegram, lo stesso in cui vengono organizzate le manifestazioni dei No green pass – come quella prevista per mercoledì 1 settembre nelle stazioni in protesta contro l’obbligo di certificato verde per i trasporti a lunga percorrenza -, stanno invitando gli utenti a pubblicare mail, indirizzi e numeri di telefoni di politici, medici e giornalisti ritenuti responsabili di quella che definiscono una dittatura sanitaria. Nella chat sonostati inviati anche i contatti della Presidenza del Consiglio.

No vax su Telegram pubblicano numeri di medici e politici

Tra i 40 mila iscritti c’è chi pubblica dati sensibili di virologi, come quelli di Matteo Bassetti o Fabrizio Pregliasco, già oggetti di intimidazioni, e chi incita a “far ca*are un po’ sotto anche il governo“. A tal proposito sono stati allegati i numeri di telefono dell’ufficio del Presidente del Consiglio, la pec, il numero per la Comunicazione, quello per il programma di governo, il nominativo e il numero diretto fisso del capo di quest’ultimo ufficio.

Si tratta di numeri facilmente reperibili online ma che evidenziano la volontà di intimidazione da parte di questi soggetti contro singoli, istituzioni o aziende ree, a loro dire, di difendere “il regime.

No vax su Telegram chiamano i virologi

Dall’altra parte ci sono utenti che si vantano di aver chiamato medici o esperti per minacciarli. “Ho appena chiamato Pregliasco. Pazzesco, gli ho detto che la gente è stufa e manca poco. Stop. Il numero funziona“, ha scritto un utente aggiungendo “so che magari molti di noi premono dal divorarlo di parole e minacce ma siate prudenti coi vostri device anche se in anonimo“. C’è stato poi chi ha invitato a pubblicare i numeri dei virologi su “siti per scambi etero ed omosessuali, così vengono inondati di messaggi“.

No vax su Telegram, Viminale: “Gruppo eterogeneo”

Il Ministero dell’Interno sarebbe consapevole di chi ci sia dietro a No vax e No Green Pass. Dal Viminale avrebbero spiegato che si tratta di un movimento eterogeneo in cui confluiscono diverse anime, da chi è arrabbiato per i guai economici dovuti alla pandemia a chi, in nome della libertà, rifiuta ogni tipo di prescrizione. Ci sono poi persone terrorizzate in buona fede dal vaccino fino a coloro che sono convinti che gli verrà inoculato un microchip.

I responsabili dell’ordine pubblico hanno promesso una stretta sulle manifestazioni. A partire da quelle che avranno luogo mercoledì 1 settembre davanti alle principali stazioni italiane.

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