Basta docce: il nuovo approccio dell’igiene “etica” è lavarsi meno

C’è chi aderisce al “lavarsi meno spesso” per questioni etiche, risparmiare acqua e non inquinare l’ambiente con prodotti come bagnoschiuma o shampoo, altri credono che la pelle si conservi meglio più sporca. (Getty)

Doccia quotidiano addio. Meglio “unwashed”, che letteralmente significa “non lavato”. Si tratta di un movimento nato una decina di anni fa negli Stati Uniti che teorizza la necessità di lavarsi meno spesso. La tendenza sta prendendo piede anche in Europa, soprattutto in Francia ma anche in Italia. C’è chi aderisce al “lavarsi meno spesso” per questioni etiche – risparmiare acqua e non inquinare l’ambiente con prodotti come bagnoschiuma o shampoo -, altri credono che la pelle si conservi meglio più sporca.

Per una doccia occorrono in media cinquanta litri d’acqua che, sommati a quelli che utilizziamo direttamente o indirettamente ogni giorno, ci porta a un consumo pro capite quotidiano di 245 litri, secondo quanto quantificato dall’Istat nel 2015. Per gli ambientalisti sono troppi. Anche per l’ex presidente del Wwf, Fulco Pratesi che dal 2007 ha iniziato a lavarsi meno frequentemente. “Altro che una doccia a settimana, un bagno ogni dieci giorni, almeno d’inverno, è sufficiente”, dichiara al Corriere della Sera. Le parti intime, è bene precisarlo in questa deriva “unwashed”, vanno lavati ogni giorno: “Ascelle, piedi e parti intime bisogna lavarli quasi ogni giorno”, spiega. In cosa consista quel “quasi” è a libera interpretazione. E se uno poi puzza troppo? “Bisogna stare attenti a quello che si mangia, evitando aglio e cipolla”, continua Pratesi.

Per una doccia occorrono in media cinquanta litri d’acqua che, sommati a quelli che utilizziamo direttamente o indirettamente ogni giorni, ci porta a un consumo pro capite quotidiano di 245 litri. (Getty)

Va bene l’aspetto etico, ma bisogna preoccuparsi anche di quello sociale. Ridurre l’abitudine di lavarsi può sicuramente aumentare gli odori sgraditi, figuriamoci d’estate. E sì perché i puristi del movimento non usano neanche deodoranti, preferendo rimedi naturali. Sui blog dedicati alla materia, c’è anche chi demonizza il dentifricio, meglio acqua e bicarbonato. Pazienza se il bicarbonato può avere effetti abrasivi sullo smalto dei denti. 

Combattere il consumismo che dagli anni Settanta sta inquinando la nostra società è l’intento dichiarato di questi nuovi adepti dell’igiene “etica”. Che si debba farlo riducendo il numero di docce è tutto da dimostrare. 

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