"Basta illazioni, pazienza finita": i medici contro De Luca dopo la frase sui "farabutti" delle terapie intensive

Federica Olivo
·Giornalista, Huffpost
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Non è piaciuta ai medici la frase pronunciata da Vincenzo De Luca sui ricoveri in terapia intensiva in Campania. All’indomani delle sue parole arriva la risposta: “Affermare pubblicamente e, con decisione, che esiste una ‘piccola percentuale di farabutti che cerca di non fare il suo dovere’, evitando i ricoveri in Terapia Intensiva, soprattutto in orario 20-08, per poter affrontare in modo più sereno la nottata, se riferita agli anestesisti-rianimatori, i principali Operatori delle Terapie Intensive, è assolutamente offensivo per una categoria di professionisti che sta rischiando la vita ogni giorno da molti mesi, per garantire l’adeguata assistenza sanitaria ai cittadini campani”, afferma Giuseppe Galano, presidente campano della Aaroi-Emac (Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri Italiani Emergenza Area Critica) in una lettera aperta al presidente della Regione. Ma cosa aveva detto il governatore? “La sensazione è che c’è qualche buontempone che se le richieste arrivano alle otto di sera risponde che non ci sono posti per non fare la nottata. Anomalia già registrata in passato sui pronto soccorso. Allora noi abbiamo il 99 percento del nostro personale che fa un lavoro immane ma una piccola percentuale di farabutti che non fanno il loro dovere. Andremo fino in fondo ad accertare anomalie comportamentale e ci andremo col pugno di ferro”, ha sostenuto.


“Tali affermazioni - spiega Galano, che è anche a capo del 118 di Napoli - rischiano, inoltre, di essere fuorvianti per l’opinione pubblica, catalizzando, ingiustamente, le ire, le preoccupazioni e le insoddisfazioni di quest’ultima, spesso causate da un sistema in sofferenza, su professionisti che, invece, sacrificano, ogni giorno, se stessi e i propri affetti per adempiere al proprio dovere. Non basta l’espressione ‘piccola percentuale’, per evitare che da eroi si finisca...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.