"Basta terze dosi". Il Sudafrica al G20 denuncia "l'iniquità vaccinale"

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AGI - I Paesi ricchi devono fermare le campagne di richiami per il Covid-19 e consegnare all'Africa le dosi promesse, per porre fine allo stato di "iniquità vaccinale" del quale sta soffrendo il continente. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri sudafricana, Naledi Pandor, in un'intervista concessa all'Agi a margine dei lavori del G20.

"In Africa stiamo affrontando un'iniquità vaccinale", ha sottolineato Pandor, "non stiamo ricevendo le dosi richieste e altri Paesi stanno facendo scorta, non stanno rendendo le dosi disponibili".

"Ovviamente siamo molto grati per le donazioni ma le donazioni non soddisfano tutti i nostri bisogni, quindi vogliamo aumentare la produzione e vogliamo che i Paesi africani che partecipano alla produzione di vaccini vengano sostenuti nella loro capacità produttiva", ha proseguito il ministro, "ma vogliamo anche che i Paesi consegnino le dosi e non offrano richiami, che ci aiutino davvero a far sì che tutti siano vaccinati, perché più persone sono vaccinate più al sicuro siamo tutti noi". 

"Vasto sostegno allo stop ai brevetti, la Wto decida"

Requisito fondamentale per aumentare la capacità produttiva è la sospensione dei diritti di proprietà intellettuale sui brevetti dei vaccini, una proposta portata avanti da Sudafrica e India che ha ricevuto un vasto sostegno al vertice informale di sabato sera tra Unione Europea e Unione Africana.

"La questione è stata sollevata durante il vertice e mi ha davvero lasciato sorpresa che così tanti abbiano aderito all'obiettivo e al desiderio di India e Sudafrica di far sì che la World Trade Organization approvi questo punto", ha affermato Pandor.

"Tra alcune settimane ci sarà un vertice dei ministri del Commercio della Wto e speriamo che la questione venga portata a termine in modo soddisfacente", ha aggiunto il ministro sudafricano, "sarebbe un passo importante per accelerare la produzione e aumentare l'offerta, perché in Africa stiamo affrontando un'iniquità vaccinale".

"Dal summit tra Europa e Africa risultati concreti, non chiacchiere"

"Il vertice informale ospitato dall'ambasciata francese è servito a discutere il contenuto e le modalità del summit tra Unione Europea e Unione Africana che avrà luogo a febbraio e abbiamo discusso come sfruttare al meglio la collaborazione tra Ue e Ua per garantire che ci siano risultati concreti", ha poi spiegato Pandor, "la presidenza della Ue nel primo semestre del 2022 spetta alla Francia e il presidente Macron è molto determinato a ottenere risultati concreti, a far sì che non ci perdiamo in chiacchiere".

"Dobbiamo ottenere risultati reali e iniziative concrete in Africa e nei Paesi dell'Unione Europea", ha concluso Pandor, "durante il vertice informale abbiamo discusso come portare avanti il formato verso un modello molto più basato sui risultati".

@cicciorusso_agi

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