Battaglia legale contro la Pennsylvania da parte del presidente degli Stati Uniti uscente

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Test e comizio per Trump?
Test e comizio per Trump?

Donald Trump fa causa alla Pennsylvania per le elezioni Usa 2020. Secondo le sue accuse, la segretaria di Stato Kathy Boockvar non avrebbe controllato accuratamente il voto via posta, focalizzandosi solo su quello in seggio. In tal caso, si tratterebbe di una violazione della Costituzione, essendoci differenza nel trattamento degli elettori.

Trump fa causa alla Pennsylvania

La lunga battaglia legale contro la Pennsylvania, Stato in cui l’avversario Joe Biden ha vinto, prosegue così come i conteggi e ri-conteggi per contrastare i fantomatici brogli elettorali denunciati da Trump. Dalla Casa Bianca, la portavoce Kayleigh McEnany fa sapere che le elezioni non sono finite e che il presidente uscente non riconosce il suo successore.

“Brogli” alle elezioni secondo Trump

Autorizzate le indagini sulle accuse di frode elettorale avanzate da Donald Trump, con il sostegno del ministro della Giustizia William Barr, scelto dallo stesso presidente nel 2018. Se ne occuperanno i procuratori federali: “Vi autorizzo indagare sulle denunce di irregolarità nei voti e nei tabulati prima della certificazione delle elezioni nei vostri Stati”, ha scritto il procuratore generale in una nota, “Queste indagini e revisioni potranno essere effettuate in presenza di denunce di irregolarità apparentemente credibili che, se dimostrate, potrebbero influire sull’esito dell’elezione federale del singolo Stato”.

Trump non ha esitato un secondo ed ha subito twittato la notizia dal suo account ufficiale, per dimostrare che la sua battaglia legale non ha intenzione di fermarsi, bensì sembra solo all’inizio. In Pennsylvania i suoi sostenitori hanno manifestato al grido di “Stop the Steal”, ovvero “fermate il furto”, davanti al palazzo del Campidoglio così come a Lansing in Michigan.