Battiato: la passione per il calcio, giocava da libero nel Riposto (2)

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(Adnkronos) – "Al calcio 'devo' il mio naso pronunciato -ricordava Battiato-. Avevo 12 o 13 anni e un giorno, durante una partita, sbattei contro un palo della porta. Restai svenuto a lungo. Quando tornai in me, il naso era lievitato. Mio fratello suggerì: ‘Vai a casa e fila a dormire senza farti vedere’. Il mattino dopo la nonna venne a svegliarmi e alla vista della mia faccia prese ad urlare. Era una Sicilia distratta, accadevano cose tribali. Mia madre si preoccupò, ma aspettò una settimana prima di portarmi dal dottore. Il medico sentenziò: “Se l’avessi visto subito, gli avrei ridotto la frattura. Ora non posso fare più niente”».

Sulle differenze tra il calcio di oggi e il calcio di una volta: "Seguo le partite internazionali e l’Italia. Mi sembra che il calcio di un tempo possa definirsi statuario se paragonato al football di oggi. Vedo tiri incredibili, giocate ad altissime velocità. La competizione sta guastando la purezza dello sport. Falli brutti, tensioni. Un tempo c’era più gentilezza: chi commetteva una scorrettezza si scusava immediatamente. L’aspetto commerciale predomina. Ovunque, non solo nel calcio".

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