Battisti, fratello Campagna: "Paura di trasferimento con jihadisti? Fa ridere"

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"Ha paura di essere trasferito con jihadisti? Mi viene da ridere. Queste sono tutte cose che fanno parte del suo repertorio. Sta tirando fuori le sue armi per ottenere sconti e benefici. Armi che non uccidono più come quelle che usava, ma comunque strumenti per ottenere qualcosa". Così all'Adnkronos Maurizio Campagna, fratello di Andrea, agente della Digos di Milano ucciso dai Pac, commenta le parole di Cesare Battisti che dal carcere di Rossano (Cosenza) - in una conversazione telefonica registrata dai familiari e inviata al suo legale - sostiene di esser stato minacciato dall'Isis e che il Ministero della Giustizia avrebbe voluto trasferirlo in cella con i jihadisti.

"Speriamo che, se fosse vero di queste minacce, una volta dentro con loro, non venga indottrinato, come successe nel carcere di Udine con Arrigo Cavallina e i Pac, al terrorismo dell'Isis - aggiunge Campagna - Non mi stupirei di questo e che si possa infatuare di quella cultura. Battisti si mettesse in testa che deve comunque scontare tanti anni di carcere ancora. Così come i suoi compagni di merende dovrebbe fare l'ergastolo, ma nessun terrorista in Italia alla fine ha mai scontato la pena per intero".

Sulle presunte minacce ricevute dall'Isis, Campagna spiega: "ma cosa gli potrebbero fare poi? Torturarlo in cella? Che poi, ad essere sinceri, tra loro e lui, non so chi sia peggio. Per me, per la mia famiglia, chiaramente lui. Ha commesso almeno 4 omicidi, che sconto vuole ottenere? Queste sono solo strategie, magari per farsi trasferire nel carcere di Frosinone dove è già scappato nel 1981. Battisti era, è, e rimarrà per sempre un terrorista", conclude.