Bce, rientro graduale da emergenza con accelerazione vaccini - De Guindos

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Il logo Bce a Francoforte

MILANO (Reuters) - La Banca centrale europea potrà iniziare ad abbandonare gradualmente le misure di stimolo per l'emergenza legata alla pandemia di coronavirus quando le vaccinazioni avranno raggiunto una soglia critica e l'economia avrà ripreso slancio.

Lo dice in un'intervista alla Repubblica il vice presidente dell'istituto centrale Luis De Guindos.

"È chiaro che la normalizzazione della politica monetaria deve andare in parallelo con quella dell'economia", afferma De Guindos.

"L'eventuale ritiro di queste misure straordinarie dovrà andare di pari passo con l'evoluzione dell'economia, su questo dobbiamo essere estremamente attenti. Qualsiasi accelerazione correrebbe il rischio di strangolare la ripresa. D'altro canto, prolungare troppo le misure emergenziali porta rischi di azzardo morale ma anche di una zombificazione di parti dell'economia europea. Abbiamo bisogno di un approccio equilibrato".

Nel testo dell'intervista pubblicato sul sito della Bce, De Guindos afferma che "se, grazie alla velocizzazione delle campagne di vaccinazione, avremo il 70% della popolazione adulta in Europa vaccinata durante l'estate, se l'economia comincerà ad accelerare", si potrà pensare a un rientro graduale dall'emergenza anche dal lato della politica monetaria.

Meno del 30% della popolazione del blocco finora ha ricevuto la prima dose del vaccino contro il Covid-19. Secondo gli esperti il raggiungimento del 70% della popolazione completamente vaccinata è improbabile prima della fine di luglio, con fine agosto vista come una scadenza più realistica.

Interpellato su Mario Draghi, di cui è stato vice per due anni alla Bce, De Guindos sottolinea il "contributo molto importante" che ha dato all'Europa e che ora sta dando all'Italia. "Il Recovery Plan per l'Italia sarà fondamentale, sarà l'elemento chiave per determinare il futuro della sua economia", aggiunge. "E penso anche che il prestigio e la reputazione di Draghi siano stati il collante per l'unità che vediamo nel Parlamento italiano. È un ottimo segnale per tutta l'Europa".

Per quanto riguarda il rafforzamento dell'euro, il numero due di Francoforte ricorda che il tasso di cambio non è tra gli obiettivi di politica monetaria della Bce. "Ma è indubbiamente una delle variabili più importanti nell'evoluzione macroeconomica. È ovvio che lo monitoriamo per vedere che effetto possa avere in termini di crescita e di inflazione".

(In redazione Sabina Suzzi, Stefano Bernabei)