Bce, sbagliato dare a banche troppo tempo in gestione crediti in sofferenza - Enria

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La sede centrale Bce a Francoforte

FRANCOFORTE (Reuters) - Concedere alle banche un margine di manovra eccezionale nella gestione dei crediti deteriorati potrebbe essere un errore che potrebbe rallentare la ripresa del blocco dalla recessione indotta dalla pandemia da Covid-19.

Lo ha detto oggi il presidente del Consiglio di Vigilanza della Banca centrale europea Andrea Enria.

Dovendosi confrontare con le conseguenze di una profonda recessione, i funzionari europei vorrebbero esonerare le banche dalle norme sul calendar provisioning per i crediti deteriorati sostenuti da garanzie pubbliche legate alla pandemia per i primi sette anni, dando loro un po' di sollievo quando i crediti in sofferenza probabilmente aumenteranno.

"Non sono affatto convinto che rinviare le norme sul calendar provisioning in questo momento, con la ripresa appena agli inizi, sia la giusta scelta", ha detto Enria durante un discorso.

"Rinviare l'adempimento a queste norme, o allentarle, significherebbe accettare che il settore bancario dell'Unione europea possa rimanere intasato con gli Npl garantiti connessi alla pandemia per oltre un decennio, rimanendo così impreparato ad affrontare la prossima recessione".

La Bce ha già detto che le banche non si stanno preparando in maniera adeguata all'arrivo di nuovi crediti deteriorati, e alcuni istituti di credito stanno riducendo gli accantonamenti, malgrado l'impatto della crisi potrebbe non essere chiaro per anni.

Invece di dare ai clienti più tempo per pagare, ha detto Enria, le banche dovrebbero discutere la ristrutturazione per proteggere i clienti da un sovra-indebitamento.

"La riduzione degli Npl è associata a una più rapida ripresa economica, a più elevati investimenti delle imprese e a una minore disoccupazione", ha ricordato Enria, aggiungendo che altri Stati, come ad esempio gli Usa, seguono tempistiche più brevi per la svalutazione completa dei crediti deteriorati.

Le banche europee erano sedute su quasi 1.000 miliardi di dollari di crediti in sofferenza dopo la crisi del debito dell'Unione europea, e fu necessaria una persistente pressione da parte della Bce per risolvere il problema.

(Tradotto da Luca Fratangelo in redazione a Danzica, in redazione a Milano Gianluca Semeraro, luca.fratangelo@thomsonreuters.com, +48587696613)

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