Bce, falchi e colombe schierati in primo dibattito su uscita da Pepp

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La sede centrale Bce a Francoforte

FRANCOFORTE (Reuters) -I consiglieri della Banca centrale europea hanno iniziato il dibattito pubblico sul termine del programma di acquisto di asset legato all'emergebza sanitaria lanciato all'inizio della pandemia. Si sono naturalmente schierati da un lato i cosiddetti 'falchi', dall'altro le 'colombe'.

Il tedesco Jens Weidmann e l'austriaco Robert Holzmann sono i primi a discutere apertamente la possibile uscita dal programma di acquisto di emergenza pandemica (Pepp) da 1.850 miliardi di euro, dato il miglioramento dell'economia. Entrambi i governatori stanno tra i 'falchi', promotori di una politica monetaria più restrittiva per mantenere l'inflazione sotto controllo.

"Personalmente, il 2022 non sarà più un anno di crisi, se le previsioni sull'andamento della pandemia e le attese dei conseguenti effetti economici saranno confermate" ha detto Weidmann, intervenendo a un evento bancario tedesco.

"Per non dover terminare bruscamente il Pepp ... gli acquisti netti dovrebbero essere ridotti gradualmente in anticipo" ha aggiunto il governatore di Bundesbank.

Holzmann ha ribadito le attese di mercato secondo le quali il Pepp sarà terminato alla prima data disponibile, a marzo 2022.

"Non è ancora sicuro, ma al momento sembra che il termine sarà a marzo" ha detto durante un evento organizzato da Ubs.

Tuttavia Fabio Panetta -- membro italiano del consiglio esecutivo schierato tra le 'colombe', a favore di una politica più accomodante per stimolare l'attività economica -- sottolinea che le misure di stimolo non vanno rimosse prematuramente, poiché la pandemia non è ancora finita.

"L'esperienza ci mostra che tentare di ridurre prematuramente il ritmo degli acquisti di asset potrebbe condurre a un restringimento delle condizioni finanziarie e a un ritmo più elevato di acquisti in seguito", ha affermato.

Weidmann ha anche notato che i nuovi acquisti di bond nell'ambito del programma Pepp dovrebbero terminare solo alla revoca delle principali restrizioni economiche, quando la ripresa sarà saldamente in corso.

La Bce ha promesso di proseguire con gli acquisti Pepp "finché non reputerà che la fase della crisi di coronavirus è terminata", senza però specificare come prenderà questa decisione.

Secondo Panetta Francoforte dovrebbe mantenere l'abilità di fornire sostegno monetario laddove necessario, anche dopo la fine del programma legato all'emergenza pandemica, una possibilità menzionata anche da Holzmann.

"Il programma di acquisto di emergenza pandemica ha dimostrato i benefici di misure monetarie flessibili quando le condizioni finanziarie tra i diversi paesi rappresentano un costante ostacolo al meccanismo di trasmissione [della politica monetari]", ha detto Panetta.

Queste dichiarazioni potrebbero portare a uno scontro tra Panetta e influenti consiglieri come Isabel Schnabel e il già citato Weidmann, che si sono dichiarati contrari al mantenere interamente la flessibilità del Pepp oltre l'attuale crisi.

Tuttavia, Panetta non è solo. Francois Villeroy de Galhau, governatore della banca centrale francese, si è espresso a sua volta a favore di "ulteriore flessibilità" negli acquisti di bond dopo la crisi, in particolare in termini di volumi e di assegnazione dei fondi.

(Tradotto a Danzica da Enrico Sciacovelli, in redazione a Milano Alessia Pé, enrico.sciacovelli@thomsonreuters.com, +48587696613)))

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