Bce, taglio tassi improbabile, benefici sarebbero limitati - fonti

di Francesco Canepa e Balazs Koranyi e Frank Siebelt
·3 minuto per la lettura
Simbolo dell'euro illuminato davanti alla sede della Banca centrale europea a Francoforte

di Francesco Canepa e Balazs Koranyi e Frank Siebelt

FRANCOFORTE (Reuters) - È improbabile che la Banca centrale europea proceda a un nuovo taglio dei tassi di interesse, già ai minimi storici, poiché questo contribuirebbe solo in maniera limitata a rinvigorire l'economia della zona euro.

Lo hanno riferito a Reuters cinque fonti a conoscenza del dossier, aggiungendo anche che il consiglio non è troppo preoccupato rispetto all'apprezzamento dell'euro.

Gli operatori sono rimasti perplessi nei giorni scorsi per le parole del governatore della banca centrale olandese, Klaas Knot, che ha affermato che la Bce "ha spazio" per abbassare ulteriormente il tasso sui depositi, attualmente a -0,5%, se necessario a frenare il rally dell'euro.

Le fonti spiegano oggi che Knot ha sollevato la questione della riduzione dei tassi durante la riunione di politica monetaria Bce della scorsa settimana, ma che la discussione era stata "marginale" e non considerata parte della strategia di politica monetaria, che si concentra attualmente sull'acquisto di bond e sull'agevolazione dei finanziamenti alle banche.

"Sebbene si assista a un apprezzamento [del cambio] molto più forte, non ne dedurrei che l'unica risposta sia il tasso di interesse", ha detto uno dei banchieri.

Le fonti sottolineano che il focus di Francoforte è al momento quello di mantenere le condizioni di finanziamento, come i rendimenti obbligazionari e i tassi di prestito bancario, stabili e che quella dei tassi di cambio è una questione secondaria.

Aggiungono inoltre che c'è una serie di motivi per essere in disaccordo sul taglio dei tassi, tra cui l'impatto limitato sull'economia reale e il fatto che il cambio dell'euro sia ancora nel range storico.

Una sesta fonte ha precisato che la situazione potrebbe cambiare se l'euro, che da marzo a oggi si è apprezzato di 14% rispetto al dollaro, continuasse a rafforzarsi come conseguenza del continuo stimolo monetario da parte di Federal Reserve.

Un portavoce della Bce non ha commentato.

La scorsa settimana la presidente Christine Lagarde ha ribadito nuovamente la sua posizione, affermando che nessuno strumento è escluso, e le fonti precisano oggi che il taglio dei tassi sarebbe ancora tecnicamente possibile se le circostanze dovessero cambiare radicalmente.

L'euro ha toccato i massimi di due anni contro il dollaro a quota 1,2349 nelle scorse settimane per poi indebolirsi, e scambia al momento appena oltre 1,21.

TAGLIARE O NON TAGLIARE?

Una riduzione dei tassi, in linea teorica, dovrebbe arginare i flussi finanziari verso l'euro che hanno contribuito ad alimentarne il recente rialzo.

E una valuta più debole renderebbe la vita più semplice agli esportatori, in competizione sui prezzi con le aziende di tutto il mondo.

Ci sono tuttavia pochi altri vantaggi visibili e diversi svantaggi nell'abbassare ulteriormente il tasso sui depositi, che aumenta di fatto gli oneri pagati dalle banche commerciali per parcheggiare overnight liquidità inutilizzata presso la Bce.

In primo luogo, la riduzione contribuirebbe ben poco a incoraggiare il credito, attualmente limitato dai timori delle banche che imprese e famiglie colpite dalla pandemia non siano in grado di rimborsare, più che da tassi alti.

In secondo luogo l'operazione danneggerebbe le banche e probabilmente costringerebbe la Bce a garantire agli istituti una moratoria maggiore sugli stessi oneri attraverso il sistema di retribuzione a più livelli, annullando di fatto l'effetto dei tagli.

Terzo, se la Bce volesse rendere la liquidità ancora meno costosa, potrebbe farlo più semplicemente abbassando il tasso sui prestiti pluriennali alle banche, che è attualmente a -1% fino a giugno 2022 per gli istituti che non riducono il portafoglio degli impieghi.

Infine, Francoforte ritiene l'acquisto di bond e la concessione di prestiti le prime risorse da implementare in caso siano necessari nuovi strumenti per trainare la zona euro fuori dalla deflazione.

"Non c'è alcun bisogno di tagliare il tasso al momento", ha detto negli scorsi giorni a Reuters Martins Kazaks, consigliere Bce e governatore della banca centrale lettone. "Ci sono altri strumenti più appropriati nella situazione attuale".

(Tradotto da Redazione Danzica, in redazione a Milano Alessia Pé michela.piersimoni@thomsonreuters.com, +48 587696616)