Beatrice Rana incanta Santa Cecilia con concerto Clara Schumann: "La sento molto vicina"

(Adnkronos) - "Mi sento molto vicina alla figura di Clara Schumann, sono nata in una famiglia di musicisti, ho iniziato la mia carriera molto giovane, ho studiato composizione e il mio approccio era quello di una pianista, ossia quello di una persona che era abituata a stare tantissimo tempo sulla tastiera del pianoforte e i brani che scrivevo erano frutto di un istinto pianistico. Ovviamente non oso paragonarmi a Clara, ma in certi tratti del suo concerto mi riconosco per quella verve adolescenziale che è un po' la cifra di quest'opera". Beatrice Rana racconta così all'Adnkronos il suo approccio al concerto per pianoforte in La minore di Clara Wieck Schumann, che ha eseguito nella stagione sinfonica dell'Accademia di Santa Cecilia (giovedì 3 con repliche venerdì 4 novembre e stasera alle 18, Sala Santa Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica di Roma), con Antonio Pappano sul podio dell'Orchestra di Santa Cecilia. Prima esecuzione assoluta nel cartellone dei concerti dell'Accademia.

Un concerto "tecnicamente difficilissimo", spiega la pianista salentina che a soli 29 anni è già una star internazionale. Allieva di Benedetto Lupo e già vincitrice di diversi premi, a Santa Cecilia ha letteralmente incantato il pubblico che alla fine le ha tributato ovazioni e applausi interminabili, dopo un'esecuzione impeccabile del concerto, scritto da Clara Schumann tra il 1833 e il 1834 (prima esecuzione a Lipsia nel 1835 con la direzione di Felix Mendelssohn), ossia quando la futura moglie di Robert Schumann aveva 15 anni. Un'opera che risente moltissimo dell'influenza di Frédéric Chopin, ma che stupisce per l'originalità formale, per il rapporto tra strumento e orchestra e per la capacità virtuosistica richiesta all'esecutore. Del resto Clara Wieck era una straordinaria pianista, nonché musicista e divulgatrice culturale a 360 gradi.

"Questo concerto - spiega Beatrice Rana - sfata l'idea che i pezzi scritti da compositrici donne siano salottieri e conviviali, è un brano di fuoco che sfida il pianista e il rapporto tra lo strumento e l'orchestra. Non è un concerto femminile, qualsiasi cosa questo aggettivo voglia dire ai giorni nostri", sottolinea la pianista salentina che confessa di essere sempre stata "affascinata dalla figura di Clara Wieck, fin da quando ero una teenager e leggevo avidamente i diari di casa Schumann". E chiarisce che l'idea di proporre questo concerto "è nata da una richiesta di una tournée in Europa in cui avrei dovuto suonare sia Clara sia Robert. Io l'ho accolta molto volentieri, perché avevo voglia di sfidarmi in un repertorio che non ero abituata a fare e soprattutto che non è nelle orecchie né nelle mani di molti musicisti, e poi l'ho proposta anche a Santa Cecilia".

Prima del concerto di Clara Schumann, Pappano ha alzato la bacchetta sulla sinfonia n. 8 in si minore 'Incompiuta' di Franz Schubert, mentre nella seconda parte ha affrontato la seconda sinfonia di Robert Schumann, un autore con il quale il direttore anglo-italiano ha una familiarità più che trentennale e del quale ha registrato per la Warner con l'Orchestra di Santa Cecilia la seconda e la quarta sinfonia. Lunghi applausi al termine del concerto che sarà replicato alle 18 di oggi.

(di Pippo Orlando)