Belen Rodriguez sponsorizza abiti Shein: scoppia la polemica

Belen abiti Shein polemica
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Una nuova polemica si è abbattuta su Belen Rodriguez. La showgirl argentina, tramite il suo profilo Instagram, ha sponsorizzato un look di Shein, noto brand cinese di moda low cost, ed è stata ricoperta di critiche.

Belen indossa abiti Shein: è polemica

Da qualche tempo a questa parte, Shein è diventata la piattaforma più gettonata per lo shopping low cost. Non solo, lo scorso maggio ha conquistato il titolo di app più scaricata e ha aumentato le vendite del 250% in un anno. Insomma, il brand cinese ha preso piede, superando anche Amazon. Nelle ultime ore, anche Belen Rodriguez è caduta nelle grinfie di Shein, sponsorizzando su Instagram un look in stile college. La polemica, neanche a dirlo, è nata in un lampo.

Le critiche dei fan a Belen Rodriguez

Il post di Belen con indosso un outfit di Shein ha immediatamente attirato l’attenzione dei fan. Tante le critiche alla Rodriguez. Tra i commenti, si legge: “Non si può pubblicizzare e fomentare vendite per un brand che sfrutta il lavoro di tante donne, obbligate persino a lavarsi i capelli sul posto di lavoro poiché costrette a lavorare 18 ore al giorno senza giorno libero! E non è neanche corretto, dati i tempi, sponsorizzare un brand che crea capi decisamente inquinanti e cancerogeni. Basta con questo scempio!” oppure “Non ci posso credere che sponsorizzi un marchio come Shein dove c’è sfruttamento delle persone e inquinamento a non finire! Una persona come te ha la fortuna di poter scegliere e dire no!” o ancora “Chissà quanto ti hanno pagato…Ma avevi proprio bisogno di quei soldi? Di un’azienda che sfrutta i suoi lavoratori e usa materiale scadente“.

L’inchiesta su Shein

Soltanto qualche settimana fa, Shein è finita al centro di un’inchiesta condotto dalla rete televisiva brittannica Channel 4. I lavoratori del brand cinese guadagnano 4 centesimi a capo, per un totale di circa 550 euro al mese. Le giornate lavorative durano 18 ore senza alcuna pausa, si ha un solo giorno libero al mese e per ogni errore lo stipendio subisce una decurtazione. Insomma, un vero e proprio sfruttamento.