Belgio, verso il green pass ma nessuno ci crede veramente

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Indossare la mascherina è l’unica misura sanitaria richiesta al momento a chi lavora nel settore dell’accoglienza in Belgio, ma presto potrebbe essere introdotto l’obbligo del green pass sia per il personale che per i clienti, almeno nella capitale. La decisione dovrebbe essere presa il 17 settembre. A Bruxelles infatti, il tasso delle persone che hanno completato la vaccinazione è fermo al 52 %, molto al di sotto della media nazionale che supera il 70%.

Il green pass però non piace a molti ristoratori, come lamenta Guy Quirynen, amministratore delgato della catena di ristoranti asiatici Umamido . "Il nostro settore - ha detto - ha già sofferto molto, e ora che rialziamo la testa, abbiamo quest’ombra di incertezza del green pass. Mi chiedo se non ci siano modi più efficienti per dimostrare che non si è positivi al virus". Il timore è che la decisione venga presa in maniera repentina e che coga i clienti impreparati.

A Bruxelles sono molti gli operatori che lavorano in ristoranti, bar ed hotel a pensarla allo stesso modo, tanto più che il green pass potrebbe diventare obbligatorio solo nella capitale, aprendo l'ennesima diatriba sulla divisione dentro lo Stato federale. I commenti nella stampa belga sembrano non dare molta fiducia ai vari governi: seppure il green pass dovesse passare, i dubbi che vengano davvero controllati sono molti. La prima questione è di natura federale: i ristoratori di Bruxelles potrebbero sentirsi discriminati rispetto a quelli delle Fiandre, dove il green pass è stato già tenacemente bocciato, visto l'alto tasso di immunizzazione.

Questa settimana, il primo ministro belga, Alexander De Croo, è andato in giro per le strade di Bruxelles per invitare le persone a vaccinarsi. Solo così si potrà scongiurare l'introdizione del green pass, la decisione finale spetterà al Consiglio dei ministri dopo aver ascoltato il parere del comitato scientifico, il 17 settembre. Il governo, ha fatto sapere, è pronto ad introdurlo, ma "solo se strettamente necessario". Le cose potrebbero farsi serie, se in autunno dovesse presentarsi una nuova variante del Coronavirus, scenario che il governo sta già presagendo.

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