Bellanova: governo rischia se insiste su prescrizione così com'è

Pol/Vlm

Roma, 10 feb. (askanews) - "Se il governo insiste sulla prescrizione così com'è, sì. Rischia". Risponde così Teresa Bellanova, ministro delle politiche agricole e capo delegazione di Italia Viva al governo, alla domanda di Giovanni Minoli sulla prescrizione e sui rischi per il Governo, su Rai Radio1 a Il Mix delle 5, condotto da Giovanni Minoli. Ancora sulla prescrizione: "La mediazione di Conte non basta".

Su Matteo Renzi: "Renzi sta dimostrando di essere molto più coerente di tanti altri che fanno parte del governo e che sostengono questo governo". Un commento anche su Quota 100 e sul reddito di Cittadinanza: "Quota 100 e reddito di cittadinanza vanno abbondantemente rivisti". Poi ancora sulla sua attività di Ministro: "Al Ministero dell'Agricoltura ho sbloccato 10 giorni fa 500 milioni di euro grazie al lavoro fatto dai miei dirigenti per le opere irrigue e così bisogna fare in tutte le amministrazioni. Ogni Ministro dovrebbe sbloccare i suoi".

Nell'intervista si è parlato delle prossime elezioni in Puglia e della figura del presidente uscente Emiliano: "Il no a Emiliano è un no a un uomo solo al comando. Emiliano in questi 5 anni ha sommato il ruolo di Presidente di Regione, di assessore alla sanità e assessore all'agricoltura. E in tutti e tre i campi ha dato risultati abbastanza deludenti. Il camper di Italia viva in Puglia lo guideremo insieme io e Renzi, perchè noi siamo un partito di uomini e di donne e in ogni responsabilità c'è un uomo e una donna".

Si è parlato anche di Ilva: "Si può salvare l'Ilva se si ha un approccio che punta a salvaguardare posti di lavoro, a rispettare la salute dei cittadini dentro e fuori la fabbrica, e a risanare quello che è stato inquinato quando quell'azienda era a partecipazione statale".

Infine sul caporalato: "Stiamo lavorando con le ministre Lamorgese e Catalfo per attrezzare un piano triennale per contrastare il caporalato, che significa dotare i lavoratori di un mezzo di trasporto e di mettere le imprese e i lavoratori nella condizione di incrociare su una piattaforma informatica domanda e offerta di lavoro e di mettere in piedi un sistema degli alloggi, perché nel nostro paese tanti cittadini immigrati sono lavoratori quando lavorano e i campi e poi non li riconosciamo come cittadini quando escono dai campi".