Bellanova (Pd): il caso UniCredit rimbalza sui tavoli del Governo

Pol/Luc

Roma, 24 lug. (askanews) - "Davanti al rischio così poderoso di 10mila possibili esuberi e a timori sindacali che arrivano a paventarne perfino il doppio, il Governo non può essere né silente né indifferente. Di Maio e Tria devono dire se sono al corrente di quanto sta accadendo in UniCredit e cosa hanno in animo di fare. Spero che nel rispondere a questa nostra interrogazione non vogliano limitarsi, come spesso accade, a fare sintesi degli articoli di stampa. Per quello facciamo benissimo da soli". Così la Senatrice Teresa Bellanova che stamane ha depositato l'interrogazione al Governo sulla vicenda UniCredit, sostenuta da altri 29 senatori Pd, a partire dalle recentissime dichiarazioni dell'ad Jean Pierre Mustier sul nuovo Piano strategico la cui presentazione è stata già annunciata per il prossimo 3 dicembre a Londra, e sulle contrazioni occupazionali confermate, anche se non quantificate, nella lettera inviata dallo stesso Mustier ai dipendenti dell'Istituto di Credito.

"Leggiamo di una riduzione dei costi operativi che si aggirerebbe intorno al 10per cento e di tagli, secondo ipotesi emerse da più parti", prosegue la Senatrice Teresa Bellanova, "pari all'11 percento degli ottantasei mila lavoratori del gruppo, di cui trentacinque mila della S.p.A. italiana; coinvolgendo in modo poderoso proprio il nostro Paese. Stiamo parlando di un Istituto che già con il precedente Piano aziendale ha visto la contrazione di 17mila lavoratori, che si aggiungono agli oltre 5mila esito del riassetto del 2011. Una situazione che certo non può essere ignorata dal Governo né tantomeno dal Ministro del Lavoro".