Bellavia, la storica pasticceria napoletana chiude e si sposta a... Milano

Pasticceri siciliani, di Palermo, che nel 1925 con il capostipite Antonio si trasferiscono a Napoli. Portando il gusto dei leggendari dolci siciliani.

Dal Vomero a Piazza del Duomo, a Milano. E’ il probabile futuro della storica pasticceria Bellavia, a un passo dal chiudere la sua storica sede in via Luca Giordano, al Vomero. Colpa dell’affitto, ma anche dello stile di vita, così diverso in centro a Milano rispetto a Napoli. “Non c’è altra possibilità, sono scelte di mercato che comunque ci costringono a fare” ha dichiarato Luca Bellavia, erede della famiglia di pasticceri.

Pasticceri siciliani, di Palermo, che nel 1925 con il capostipite Antonio si trasferiscono a Napoli. Portando il gusto dei leggendari dolci siciliani, che subito conquistano il palato dei napoletani. Cannoli, cassata, bomboloni diventano un classico per i professionisti di Napoli e la sede di Port’Alba. Un successo che negli anni ’60 portò l’azienda ad ampliarsi, aprendo due nuovi punti vendita al Vomero, appunto, e al Rione Alto.

Negli anni ’90 l’azienda si scinde, con gli eredi che aprono sedi distinte, con nomi distinti, ma il successo della pasticceria Bellavia non diminuisce, anzi. I dolci Bellavia sono famosi ormai in tutto il mondo, ma qualcosa inizia a non andare più nel verso giusto al Vomero. Prima c’è la pedonalizzazione della zona, che limita il passaggio, poi c’è il contratto d’affitto in scadenza. “Il 16 aprile scade il contratto e il proprietario ha alzato il prezzo a quindicimila euro. Raddoppiato rispetto a quello che abbiamo pagato fino ad ora. Per me e i miei fratelli non è più sostenibile restare lì” spiega il proprietario. E, dunque?

“La sede del nostro negozio è a pochi passi dal Duomo. Paghiamo quindicimila euro di fitto al mese. Ma è un prezzo giustificato per il luogo. Lavoriamo tutti i giorni e siamo nel cuore della metropoli. A Napoli, invece, si lavora solo il sabato e la domenica. I tempi sono cambiati. La gente se ne accorge, i proprietari dei negozi no” denuncia Luca Bellavia al Corriere della Sera. Che sottolinea come loro non siano né i primi né gli unici, con molte pizzerie storiche di Napoli che hanno prima aperto una sede a Milano e ora pensano di chiudere quella napoletana, per concentrarsi sulla più ricca Milano.

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