Ben-Gvir, o del "sionismo fascista"

Se Netanyahu torna al potere lo deve in gran parte a quest'uomo: Itamar Ben-Gvir infatti porta in dote i deputati di Forza Ebraica, che con la coalizione "Sionismo religioso" rischia di diventare il terzo gruppo politico della Knesset, e soprattutto concorre con le sue posizioni politiche oltranziste a far apparire il capo del Likud un esponente della destra moderata.

Già, perchè il programma di Ben-Gvir si spinge dove nessuno aveva avuto finora il coraggio di arrivare pubblicamente: annessione della Cisgiordania senza controp artite, messa fuorilegge dei matrimoni tra arabi ed ebrei, pena di morte per chi tira una molotov, immunità per i soldati che sparano uccidendo palestinesi.Altro che la soluzione "due popoli due stati".

Da giovane Ben-Gvir, leader del movimento che non esita a farsi definire di "fascismo sionista", è stato processato più di 50 volte con accuse di istigazione alla violenza, e condannato in almeno otto casi.

L'uomo non prova imbarazzo a dirsi vicino ai terroristi antiarabi di Kach, un gruppo responsabile nel 1994 del massacro di 29 palestinesi a Hebron, nemmeno dopo che gli Stati Uniti lo hanno inserito nella loro lista nera.

Ora grazie a Netanyahu Ben-Gvir sarà al governo e forse in un ministero di grande importanza, grazie al successo alle urne che gli israeliani gli hanno tributato.