Benda e coltello, provocazione choc sindacalista polizia

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Immortalato con una benda sugli occhi e un coltello insanguinato. E' la protesta-provocazione choc lanciata da Franco Maccari, vice presidente nazionale del sindacato di polizia Fsp, che ha postato la sua foto su twitter nel giorno dei funerali del vicebrigadiere dei Carabinieri Mario Cerciello Rega e all'indomani delle polemiche per la foto di uno dei due ragazzi americani, indagati per l'omicidio del carabiniere a Roma, bendato in caserma.  Maccari si dice stufo della piega presa dal dibattito: "La questione della benda - dice all'Adnkronos - prende il sopravvento sulla morte del vicebrigadiere, sulla discussione sulla sicurezza e sui sistemi di sicurezza inesistenti. Parliamo invece dei 16 cm di lama con il quale è stato ucciso il vicebrigadiere Cerciello Rega". Il vice presidente nazionale del sindacato di polizia Fsp se la prende contro gli "pseudo giornalisti che aizzano i lettori e gli ascoltatori per una innocua benda", contro gli "pseudo politici e politicanti che usano strumentalmente e vigliaccamente le morti di servitori dello Stato, scambiati sempre come servi, incapaci di dare strumenti di difesa". Maccari se la prende anche contro "pseudo insegnanti con retaggi post sessantottini di scuole che dovrebbero formare i giovani e che invece sanno solo urlare nelle piazze insulti e minacce ai servitori dello Stato o trasformarsi in leoni da tastiera per sfogare le proprie frustrazioni e rabbie".  Maccari critica gli "pseudo amministratori che si preoccupano di erigere cippi e intitolare strade" invece di "ricordare con simboli veri e intitolati a persone che siano stati un esempio per tutti e per le generazioni future". Il sindacalista della Polizia critica anche "pseudo magistrati" e "pseudo comandi generali o direzioni centrali che mentre stringono mani con i loro massimi rappresentanti raccogliendo la vera passione e umanità degli uomini e donne che si sono loro avvicinati, con la stessa mano vergano comunicati in cui scaricano subito i propri servitori prima ancora di accertare eventuali e non strumentali responsabilità".

Immortalato con una benda sugli occhi e un coltello insanguinato. E' la protesta-provocazione choc lanciata da Franco Maccari, vice presidente nazionale del sindacato di polizia Fsp, che ha postato la sua foto su twitter nel giorno dei funerali del vicebrigadiere dei Carabinieri Mario Cerciello Rega e all'indomani delle polemiche per la foto di uno dei due ragazzi americani, indagati per l'omicidio del carabiniere a Roma, bendato in caserma.  

Maccari si dice stufo della piega presa dal dibattito: "La questione della benda - dice all'Adnkronos - prende il sopravvento sulla morte del vicebrigadiere, sulla discussione sulla sicurezza e sui sistemi di sicurezza inesistenti. Parliamo invece dei 16 cm di lama con il quale è stato ucciso il vicebrigadiere Cerciello Rega". 

Il vice presidente nazionale del sindacato di polizia Fsp se la prende contro gli "pseudo giornalisti che aizzano i lettori e gli ascoltatori per una innocua benda", contro gli "pseudo politici e politicanti che usano strumentalmente e vigliaccamente le morti di servitori dello Stato, scambiati sempre come servi, incapaci di dare strumenti di difesa". Maccari se la prende anche contro "pseudo insegnanti con retaggi post sessantottini di scuole che dovrebbero formare i giovani e che invece sanno solo urlare nelle piazze insulti e minacce ai servitori dello Stato o trasformarsi in leoni da tastiera per sfogare le proprie frustrazioni e rabbie".  

Maccari critica gli "pseudo amministratori che si preoccupano di erigere cippi e intitolare strade" invece di "ricordare con simboli veri e intitolati a persone che siano stati un esempio per tutti e per le generazioni future". Il sindacalista della Polizia critica anche "pseudo magistrati" e "pseudo comandi generali o direzioni centrali che mentre stringono mani con i loro massimi rappresentanti raccogliendo la vera passione e umanità degli uomini e donne che si sono loro avvicinati, con la stessa mano vergano comunicati in cui scaricano subito i propri servitori prima ancora di accertare eventuali e non strumentali responsabilità".