Benedetto XVI in Libano: Trovare soluzioni per pace in Medio Oriente

Beirut (Libano), 16 set. (LaPresse/AP) - Terzo e ultimo giorno in Libano per papa Benedetto XVI. Questa mattina il pontefice ha celebrato a Beirut una messa all'aperto per i migliaia di pellegrini provenienti da tutto il Medio Oriente. Si tratta del più grande evento pubblico della sua visita di tre giorni che ha come obiettivo quello di spingere per la pace e la riconciliazione fra cristiani e musulmani. Massima sicurezza per il suo arrivo: elicotteri volavano sulla città e molti soldati hanno installato posti di blocco e hanno pattugliato le strade. La folla ha applaudito e sventolato bandiere all'arrivo di Benedetto XVI, a bordo della sua papamobile, sul lungomare di Beirut. Il pontefice ha fatto ai fedeli un appello alla tolleranza e alla libertà religiosa. Prima della recita dell'Angelus Benedetto XVI ha invitato i fedeli a rivolgersi a Maria "nostra Signora del Libano, intorno alla quale si ritrovano i cristiani e i musulmani. A lei domandiamo di intercedere presso il suo figlio divino per voi e, in modo particolare, per gli abitanti della Siria e dei Paesi vicini implorando il dono della pace". "Voi - ha detto il pontefice - conoscete bene la tragedia dei conflitti e della violenza che genera tante sofferenze. Purtroppo, il fragore delle armi continua a farsi sentire, come pure il grido delle vedove e degli orfani. La violenza e l'odio invadono la vita, e le donne e i bambini ne sono le prime vittime. Perché tanti orrori? Perché tanti morti?". "Faccio appello - ha proseguito il Papa - alla comunità internazionale. Faccio appello ai Paesi arabi affinché, come fratelli, propongano soluzioni praticabili che rispettino la dignità di ogni persona umana, i suoi diritti e la sua religione". "Chi vuole costruire la pace - ha detto ai fedeli Benedetto XVI - deve smettere di vedere nell'altro un male da eliminare. Non è facile vedere nell'altro una persona da rispettare e da amare, eppure bisogna farlo, se si desidera costruire la pace, se si vuole la fraternità. Possa Dio concedere al vostro Paese, alla Siria e al Medio Oriente il dono della pace dei cuori, il silenzio delle armi e la cessazione di ogni violenza! Possano gli uomini comprendere che sono tutti fratelli". "Che possiamo, con l'aiuto di Dio - ha concluso il pontefice - convertirci per lavorare con ardore alla costruzione della pace necessaria ad una vita armoniosa tra fratelli, qualunque sia l'origine e la convinzione religiosa".

Celebrando la messa Benedetto XVI ha pregato affinchè Dio consegni "a questa regione del Medio Oriente dei servitori della pace e della riconciliazione, perché tutti possano vivere pacificamente e con dignità. E' una testimonianza essenziale che i cristiani debbono dare qui, in collaborazione con tutte le persone di buona volontà. Vi chiamo tutti ad operare per la pace. Ciascuno al proprio livello e là dove si trova". Il pontefice ha poi firmato e consegnato l'esortazione apostolica post-sinodale ecclesia in Medio Oriente spiegando che con essa "iniziano il suo studio e la sua appropriazione da parte di tutti i protagonisti della Chiesa, pastori, persone consacrate e laici, affinché ciascuno trovi una gioia nuova nel portare avanti la propria missione, essendo incoraggiato e fortificato per attuare il messaggio di comunione e di testimonianza declinato secondo i diversi aspetti umani, dottrinali, ecclesiologici, spirituali e pastorali di questa Esortazione".

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