Beneficenza: dalla figuraccia al matrimonio di Messi alle lacrime di Klinsmann

Se gli invitati alle nozze dell’argentino hanno dato 37 euro a testa in beneficenza, ben diverso fu il gesto del campione tedesco.

Ha fatto il giro del mondo negli ultimi giorni la storia del matrimonio di Lionel Messi e Antonella Roccuzzo. Più che il gossip sulla coppia, a creare giustamente scandalo è la figuraccia fatta dai ricchi invitati alle nozze. Messi, infatti, aveva chiesto di non fargli regali (possiede già tutto), ma di donare i soldi a un’associazione non governativa Techo Argentina, che si occupa dell’allestimento di rifugi d’emergenza. 250 invitati, meno di 10.000 euro raccolti. 37 euro a testa. Una miseria imbarazzante.

Una storia che, però, ha riportato alla mente del collega Paolo Ziliani un’altra storia e che lui racconta, sul Fatto Quotidiano. “Nel leggere la notizia della miserabile colletta, mi è tornato alla mente Astutillo Malgioglio, (il portiere di riserva dell’Inter di Trapattoni, ndr)” racconta Ziliani. Sì, perché Malgioglio a Piacenza aveva aperto una palestra per la rieducazione motoria dei bambini cerebrolesi e, come ha raccontato al giornalista, passava tutto il suo tempo libero assieme alla moglie per aiutare in palestra.

Una bella storia di solidarietà e di impegno, ma che nasconde miseria (come al matrimonio di Messi) e nobiltà (che alle suddette nozze, però, non si è vista). La miseria è quella, come ricorda Ziliani, dei colleghi di Astutillo Malgioglio. L’Associazione Calciatori – come racconta sempre Ziliani – aveva aperto una sottoscrizione tra tutti gli iscritti per raccogliere fondi a favore della palestra. Quanto raccolse? Sole 700mila lire, che con imbarazzo vennero consegnate al portiere.

La nobiltà, invece, porta il nome e il cognome di un grande di quell’Inter dei record, Jurgen Klinsmann. Malgioglio, infatti, dopo gli allenamenti alla Pinetina scappava via sempre veloce, mai una chiacchiera, mai un ritardo. Incuriosito l’attaccante tedesco gli chiese dove scappasse e Astutillo gli raccontò la sua storia. Klinsmann restò colpito e propose di andare, il giorno dopo, con il compagno a vedere cosa faceva. “Salì sul maggiolino scassato di Malgioglio, andò con lui a Piacenza, passo l’intero pomeriggio a guardare Tito assistere i bambini cerebrolesi. Poi, prima di risalire sul maggiolino per farsi riportare a Milano, sfilò di tasca il libretto degli assegni e senza dire una parola scrisse 70 milioni (settanta milioni), staccò l’assegno e lo consegnò al compagno. Aveva gli occhi lucidi. Come quelli di Malgioglio”. E Klinsmann non aveva il portafogli né di Neymar né di Shakira, due degli invitati alle nozze di Messi.

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